lunedì 22 giugno 2015

expo:nutrire il pianeta o sapersi nutrire?

"Nutrire il pianeta" o nutrire l'uomo nel rispetto del pianeta?

Ascoltando (in attesa di andarlo a visitare di persona) il ritornello dell'EXPO 2015, la domanda mi è sorta spontanea, e la risposta forse non è così scontata.
Viviamo in un epoca di contrasti:

Da una parte del mondo un bambino si sveglia, inizia la giornata sapendo che dovrà percorrere un sacco di chilometri a piedi per andare a scuola, felice di farlo. Pur sapendo che probabilmente è fortunato, avendo la possibilità di attingere alla cultura, rispetto ad altri bambini di paesi o città vicine che, non solo non hanno questa possibilità, ma neanche quella di arrivare a fine giornata, saziandosi almeno in un pasto. Forse se li incontrassimo entrambi, li vedremmo con un sorriso stampato in faccia, che tutto fà pensare tranne che a un momento di tristezza, di paura per il futuro o di noia.

Dall'altra parte del mondo, nello stesso momento, un bambino si sveglia per andare a scuola, facendo i capricci perchè se non ha proprio quel tipo di biscotto con quella forma e quel gusto (quasi sicuramente troppo ricco in grassi sbagliati) e quel mezzo litro di latte, non fà colazione o minaccia di non andare a scuola. Oppure, se siamo già in tempo di vacanze estive, fà i capricci finchè, fermandosi sotto l'ombrellone, invece che andare a nuotare o a giocare, si accartoccia su se stesso e una macro porzione di lasagna o di spaghetti.

Poco importa che lo spaghetto o la lasagna possa essere considerato un cibo "DOC" italiano, assieme al pomodoro; poco importa che probabilmente quella lasagna è stata fatta in due minuti riscaldandola al micro onde per fare prima (..anche in vacanza); poco importa che quel pasto fatto al caldo, porterà velocemente ad "abbioccare" il bambino e ad impigrirlo ulteriormente o a "stancarlo" privandolo di energia, ma non perchè ha corso tutta la mattina giocando con gli amici all'aria aperta, ma semplicemente perchè ha mangiato un cibo, non sbagliato di per sè, ma sbagliato per lui e per quel momento.
Neanche la responsabilità fosse di quel bambino, e non dei genitori troppo presi con la loro golosità o mancanza di tempo per dedicare la giusta attenzione alla scelta e quindi alla qualità del cibo per la famiglia.

Una reclame sentita l'altro giorno recita: "perchè per noi italiani, MANGIARE, non è solo...mangiare".

A sottolineare il fatto, sacrosanto e verissimo, che il cibo non è e non deve essere solo abitudine, distrazione dalla noia, o sfogo nervoso. Bensì, piacere, momento di condivisione con gli amici o i cari o anche "solo" atto di amore dedicato alla propria famiglia o al proprio figlio, espresso nella cura e nella attenzione dedicata alla preparazione di quella pietanza.

Prima, fino a un ottantina di anni fa, massimo un secolo (quindo non molto), si moriva, anche da questa parte del mondo, per MALNUTRIZIONE. Non c'erano le materie prime, e tanto meno il lusso di poterle scegliere. E subentravano le malattie infettive. Ora, si muore, paradossalmente, per MALNUTRIZIONE: ci sono troppi cibi, e troppo raffinati, il cui arraffamento smisurato e non selettivo, tra gli scaffali del supermercato, dettato da una "voglia" di qualcosa piuttosto che da una vera necessità o semplicemente fame, porta, già nell'età infantile, anche nel nostro Paese, ad uno spaventoso incremento del numero di obesità, nei bambini, e, negli adulti, ad un numero di complicazioni di salute legate alle cosiddette "malattie del benessere" (diabete mellito, malattie cardiovascolari, ma anche tumorali etc).

La realtà però, probabilmente, è che "non è colpa di nessuno", se non di una onda di abitudini e di retaggi culturali, che continua imperterrita nella direzione sbagliata, se non interviene il giusto "argine". Come può essere la giusta informazione, la giusta curiosità, la giusta modalità economica che permetta a noi tutti di scegliere un alimento con libertà, invece che pensandolo come ad un lusso che, "si, mi regalo in questa giornata, a discapito di qualcos'altro".

Allora, accanto alle più innovative e quasi fantasiose associazione gatro-culturali, come chef e tipo di vestito, colore del piatto e significato filosofico, o nuova dieta di tendenza e arredamento adeguato, forse un aiuto in più ci potrebbe venire da occasioni come queste. Dove l'EXPO non sia solo una fiera di esposizione degli alimenti, meravigliosi, di cui è ricca la nostra terra, ma anche l'occasione per  fornire l'informazione giusta, e la sensibilizzazione verso questo reale problema attuale che riguarda la nostra salute.

Pur sapendo che la felicità, passa anche per quello che mangiamo. E, se possibile, nel rispetto del pianeta dove viviamo.


domenica 22 marzo 2015

La salute umana:un discorso di collaborazione


La ricerca per la terapia delle patologie tumorali, flagello del nostro decennio storico assieme alle morti per patologia della sfera cardiaca e cerebrale, è in continua evoluzione. 
Così come è' in continua evoluzione l'organismo umano: non solo nelle modalità culturali e sociologie di interazione con la società, ma anche, quasi insospettabilmente per i più, a livello più " sottile"  . Ossia a livello genetico e a livello dei micro organismi, normali suoi commensali.

Quello che continua ad accadere infatti, con un accezione di darwiniana memoria, è che l'organismo umano è' sottoposto continuamente nell'arco della sua vita, ad "aggiustamenti" di risposta a stimoli dell'"ambiente" esterno: rappresentato quest'ultimo non solo dal contesto "esterno a noi " in cui viviamo (aria, acqua, cibo etc), ma anche da quello "esterno al nostro DNA, con cui nasciamo" ed espresso nelle caratteristiche individuali di ogni organismo umano, e rappresentato dal complesso e interattivo sistema emozionale, ormonale, neurologico e immunitario.

La biologia e la medicina moderna ci insegnano che, solo quando c'è equilibrio tra questi sistemi, si assiste ad un processo di invecchiamento sano ossia fisiologico. Quando invece incorrono eventi della vita troppo "forti" per essere sopportati dall'organismo (perché troppo dilatati nel tempo o troppo intensi), il rischio di incorrere in una precoce insorgenza di malattia o finanche di un invecchiamento malato ( nella sfera cognitiva, quella fisica o quella sociale) è' altissimo.
Ad oggi, i continui studi e le fatiche spese nella ricerca, sono mirati a fornire informazione di precoce riconoscimento di questi fattori "ambientali" di stress (inteso come sovvertimento dell'equilibrio naturale dei sistemi di salute), per una più o meno facile gestione degli stessi.

L'importanza della cooperazione biologica e sociale tra diverse specie, è ben conosciuta in natura. Il comportamento cooperativo, garanzia di sopravvivenza della specie, è ben evidenziabile per esempio nei formicai (dove le formiche operaie crescono le uova della loro regina) oppure negli alveari, dove un tempestivo suicidio delle api della collettività può rappresentare l'unica possibilità di protezione dell'ape regina, in situazioni sfavorevoli.

Anche nell'organismo umano esistono diversi tipi di cooperazioni a stampo sociale.
Nel nostro tratto digerente esistono tra i 500 e 1000 specie diverse di batteri, in grado di coesistere tra di loro e con l'organismo che li ospita, e che sono suddivisi tra batteri "buoni" (simbioniti o parassiti) o potenzialmente "cattivi"(patobionti). Il comportamento collaborativo reciproco della flora intestinale infatti, fa' si che i batteri " si aiutino" tra di loro per trovare "beni comuni di sopravvivenza" (è l'esempio dei cosiddetti siderofori, molecole prodotte da una specie in particolare di batteri, i Pseudomonas per il rifornimento di ferro, rubato all'organismo ospite), o aiutino l'organismo che li ospita, tramite la produzione per esempio di vitamine importanti (Vit B, Vit K etc), a partire dalla flora intestinale stessa. Solo di recente è stata compresa però, a questo livello, un altro tipo di "collaborazione": quella tra l'organismo ospite (l'uomo) e la flora batterica (Microbiota intestinale) a livello di interazione genetica. La popolazione batterica infatti costituisce anche una fonte di scambio genetico (rappresentando il cosiddetto Microbioma), fornendo un patrimonio genetico di molto superiore a quello corrispondente al Dna umano.
Solo il corretto stile di vita, rappresentato in primis dal tipo di alimentazione quotidiana e secondariamente, dall'utilizzo oculato o meno di farmaci (quali antibiotici, antiacidi, lassativi, antinfiammatori, ormonali etc) fa si che queste interazioni continue siano favorevoli al mantenimento dello stato di salute, proprio a partire dal nostro intestino.

I moderni studi di "socio microbiologia" pongono l'accento, sulla utilità di rimozione del "bene comune" di cui si nutrono i batteri, piuttosto che dell'intervento mirato sugli stessi batteri per esempio con l'uso di antibiotici, associato quest'ultimo al rischio di creare resistenze sempre più forti, che rendono pericolosamente inefficaci anche le terapie di nuova generazione.*

D'altra parte, è recente la rivalutazione della terapia così detta "virale oncolotica " nella cura di tumori  e metastasi: virus ingegnerizzati si comporterebbero da macchine biologiche programmabili all'attacco, alla distruzione (oncolosi) o alla induzione al suicidio, delle cellule tumorali e delle loro metastasi (mantenendo intatte le cellule sane dell'organismo umano).**

Quello che molti non sanno o si dimenticano, è che nella nostra quotidianità, noi abbiamo dei mezzi poco costosi, molto pratici e a disposizione di tutti, per dare un ordine alla collaborazione delle diverse cellule, finalizzata alla sopravvivenza e allo stato di salute: l' integrità del nostro tratto digerente.

 Fattori come: 

- eccesso di proteine di origine animale nella dieta

-uso non appropriato o prolungato di terapie antibiotiche a così detto "ampio spettro" o di farmaci antiacidi che alterno il normale PH dell'intestino (con conseguente sovvertimento della flora intestinale, a favore di quella aggressiva e nociva per il nostro organismo)

-tendenza ad una alimentazione "infiammante" (eccesso di cereali raffinati, di dolci, di alimenti sofisticati e raffinati, di latte e formaggi, etc)

-la carenza di micronutrienti fondamentali (quali vitamine, antiossidanti, sali minerali, oligoelementi etc), 

sono responsabili del primario e potentissimo stimolo di invecchiamento patologico, di degenerazione cellulare di tipo tumorale e di insorgenza di malattia.


* gallium-mediated siderophore Quenching as an Evolutionarily Robust Antibacterial Treatment. Ross-Gillespie A et al, "Evolutionarily,medicine,and Public Health",Vil.2014,n1,pp,18-29,2014
**un interruttore per spegnere il cancro.Wolchock JD,in 'le Scienze' n.551, luglio 2014;n.55, marzo 2015

mercoledì 4 febbraio 2015

l'"ambiente" e la nostra tiroide


Molti sanno che la tiroide è una delle ghiandole più importanti del nostro organismo: nota per il suo principale ruolo nel controllo del metabolismo, e quindi della capacità ad ingrassare o a dimagrire, è anche il principale controllore del nostro consumo cardiaco (frequenza cardiaca e consumo di ossigeno), della nostra attività cerebrale (lucidità mentale e capacità cognitive, consumo di energia e produzione di radicali liberi, anche a questo livello), e della funzionalità intestinale (stitichezza o regolarità).
Pochi sanno però, probabilmente, che non è solo la familiarità, e quindi il nostro Dna con cui nasciamo a stabilire se nel corso della nostra vita la tiroide tenderà a funzionare bene o male, ma anche la vita di ogni giorno.
Abitudini alimentari, sostanze inquinanti, modalità individuali di provare emozioni, stress fisici acuti, sono i principali fattori che regolano la salute della nostra tiroide: anche con un DNA identico, come accade nei gemelli "omozigoti" infatti, in cui vi sia "scritta" la famigliarità a sviluppare, da adulto, una forma di tiroidite cronica (per esempio la tiroidite di Hashimoto, anticorpo mediata) , la possibilità di svilupparla o meno dipenderà dai fattori sopra elencati.

Per evitare confusioni, ricordo che la tiroide si può "ammalare" perchè colpita da anticorpi che il nostro corpo auto produce, per una sorta di Tilt immunitario, portando a una forma di tiroidite cronica, oppure perchè "offesa" da uno stress acuto, come un fatto virale, uno strapazzo fisico, una dieta sbagliata, etc, sviluppando invece una forma di tiroidite (o infiammazione della tiroide) acuta. In entrambi i casi il problema può porsi come un difetto di funzionalità della ghiandola (Ipotiroidismo, M di Hashimoto nella causa autoimmunitaria) o di eccesso (Ipertiroidismo, M. di Basedow nella causa autoimmunitaria). 
Nel corso della vita però, piccole variazioni ancora fisiologiche della funzionalità della tiroide, rientrano nella capacità di questo organo di adattarsi all'ambiente, ossia alle esigenze dell'organismo in risposta a richieste specifiche (maggior impegno di lavoro, affettivo etc). E la lettura appropriata di questa condizione è fondamentale, per capire e individuare questo momento naturale e protettivo di reazione, come un aiuto invece che come una patologia da sopprimere con, per esempio l'intervento intempestivo e precoce di un farmaco. E' il caso per esempio, in cui si riscontrano tra gli esami del sangue, la sola alterazione del TSH (ormone messaggero con cui il cervello impone un ritmo di lavoro alla tiroide, a seconda appunto delle esigenze), con normalità invece degli ormoni veri e propri (l'Ft3 -parte attiva dell'ormone-, e l'Ft4 -parte che deve essere attivata, a livello del fegato-). Un esempio molto diffuso in cui queste alterazioni, ancora fisiologiche, si possono riscontrare, è in una contestuale condizione di  anemia: il ripristino di normali valori del sangue (della emoglobina o dei globuli rossi) porta a un riequilibrio della tiroide (la cui sostituzione precoce con farmaco esterno, senza la preventiva correzione della anemia comporterebbe, invece, insorgenza di patologia cronica della tiroide stessa!).

Se fino a poco tempo fa era noto solamente lo IODIO, quale fattore ambientale, in grado di incidere sullo sviluppo di patologie della tiroide (la sua carenza in ambienti di montagna per esempio si può associare a situazioni di ipotiroidismo), ora l'EPIGENETICA (la scienza che studia in che modo e da quali fonti, l'"ambiente" in cui viviamo è capace di condizionare il nostro DNA) ci insegna in modo approfondito e scientifico, che molte sono le sostanze e i fattori che condizionano l'equilibrio di questa ghiandola.
Tra questi, i così detti "Interferenti Endocrini" giocano un ruolo importante. Sono chiamate così sostanze, di natura chimica, o naturale provenienti dal mondo vegetale, in grado di portare a disequilibri della funzionalità tiroidea mimando o sostituendo l'ormone stesso, oppure agendo sul suo recettore (che rappresenta il bersaglio dell'azione ormonale). Tra questi alcuni pesticidi, alcuni conservanti, alcuni saporificatori, alcuni composti liberati dagli utensili che noi usiamo quali per esempio i rivestimenti in plastica (è consigliabile evitare il contatto di recipienti in plastica con sostanze acide o comunque per lungo tempo), alcuni antibiotici o ormoni utilizzati nelle catene alimentari soprattutto di prodotti  proteici di origine animale (prevalentemente la carne) o casearia.

Oltre a questi però gli stessi alimenti o micronutrienti della nostra alimentazione quotidiana , o altri fattori apparentemente innocui, possono rappresentare un aiuto oppure una silenziosa minaccia, al mantenimento dell'equilibrio della nostra tiroide.
Di seguito alcuni esempi.

Tiroide, cibo ed altre sostanze:

Sostante ad azione frenante la tiroide:
-Mercurio e metalli tossici: attenzione al mercurio contenuto nei pesci prevalentemente di taglia grossa (spada, tonno); è preferibile non mangiarli più di una volta alla settimana;

-eccesso di calcio: pasti troppo ricchi e ripetuti in latticini rallentano la funzionalità tiroidea! E' sbagliato consigliarne l'uso eccessivo in pre e post menopausa, periodo metabolicamente molto sensibile ad una fisiologica riduzione della funzionalità della tiroide stessa. In questa epoca infatti,  in cui prioritario è il mantenimento di un equilibrio ormonale residuo oltre che del tessuto osseo e delle mucose, una dieta troppo ricca in grassi saturi e minerali quali il calcio e il fosforo (in rapporto svantaggioso) può comportare un paradossale rallentamento del metabolismo in generale e di quello tiroideo, per una azione diretta del calcio in eccesso ma anche per una ridotta attivazione degli ormoni tiroidei ad opera del fegato (a sua volta più "pigro" nella sua funzione di drenaggio, per una più frequente condizione di sovrappeso presente in questa età);

-antagonisti  nutrizionali: soia, verdure appartenenti alla famiglia delle Crucifere (cavoli. Cavoletti di Bruxelles, rape, senape, broccoli). 

- minerali: Rame, Litio

-Diete sbagliate: diete iperproteiche per periodi prolungati; o dimagrimenti eccessivi in tempi 

brevi. Questo spiega il motivo per cui quando ci mettiamo "a dieta" possiamo incorrere in un 

periodo di blocco metabolico.

Cibi favorenti la funzionalità della tiroide:

- pesce e crostacei ricchi in Iodio, Zinco, Selenio. Un pasto a base di pesce alla sera è molto utile per favorire la fisiologica funzione della tiroide.
- cereali non raffinati: ricchi in Selenio e Magnesio
-alghe: Dulse, Spirulina,Wakame, Nori, Kombu: un ciuffo di queste alghe disidratate (si trovano nei negozi biologici) assunto 3 volte alla settimana, in insalate o zuppe, favorisce il corretto apporto di iodio.
-verdure e alimenti contenenti Ac.Fitico e Ossalico che bloccano il Calcio sono gradite per favorire la tiroide: Rabarbaro, Spinaci, Bietole, Cereali integrali, Legumi.


Tiroide ed emozioni:
 paura di non essere all'altezza, paura di offendere o ferire qualcuno, paura di esprimere le proprie esigenze. Studi recenti dimostrano che lo stress cronico legato alla persistenza di tali emozioni, funge da subdola e afinalizzata attivazione di ormoni "salva vita" quali il cortisolo e la prolattina, in grado di condizionare, indirettamente, anche la funzionalità della tiroide.


La sensibilità della tiroide all' "ambiente esterno" e' quindi molto alta. E' per questo che occasionali, o casuali riscontri laboratoristici di piccole alterazioni della sua funzionalità, possono essere del tutto fisiologici! La normale e reattiva risposta di un temporaneo adattamento della tiroide allo stress vissuto o ad altri fattori, corrisponde infatti, dal punto di vista laboratoristico, alla sola alterazione del TSH, ormone che il cervello usa per indurre un feedback positivo o negativo della tiroide (che produce gli ormoni veri e propri FreeT3, metabolicamente più attivo e Free T4) a seconda che questa tenda a funzionare poco o molto.
Bloccare precocemente questa risposta, potenzialmente fisiologica non fà che indurre patologia da medicalizzazione eccessiva.
L'approccio integrato con un educazione alimentare,  una consapevole scelta di adeguata terapia o altro presidio contenente sostanze ad azione modulatrice della tiroide, e, non ultimo d'importanza, il supporto ad un eventuale disagio emotivo (di tipo floriterapico, fitoterapico, psicoterapeutico o omotossicologico), rappresentano dei validi strumenti utili per il mantenimento o il ripristino dell'equilibrio tiroideo.

giovedì 29 gennaio 2015

La fila che..stressa



Ieri mi è capitato di dovermi recare in biglietteria per fare un biglietto del treno  ( non sempre le cose semplici e "ottimizza tempo" come per esempio un semplice biglietto elettronico sono fattibili, nonostante il nostro impegno).
Mi metto in fila, paziente e aspetto, certa della professionalità dei tre operatori attivi ai rispettivi sportelli.
Passano i primi dieci minuti e la fila ( lunga), non si muove.
Trascorrono altri 10 minuti e passa una coppia di signori di mezza età e una giovane donna. Entrambi bloccano la fila per i successivi 20 minuti, per problematiche che ovviamente non erano affari che mi riguardassero.
Alla fine di questi 20 minuti,un operatore, il terzo, impegnato fino a quel momento con un altra ragazza, si libera. E, vedendo la fila ( ormai molto lunga) accumulatasi, decide con aria serafica e assolutamente tranquilla ( lui) di affiggere il tragico ( o tragicomico) cartello con scritto" sportello fuori servizio", andandosene e guardandoci ( noi della fila) con aria compassionevole.
Passano altri 15 minuti, con i due sportellisti impegnati nella ricerca di qualche inestricabile soluzione di viaggio richiesta dal cliente, con caratteristiche probabilmente non praticabili su questa terra, o per lo meno sulla nostra rete ferroviaria nazionale.
Allo scadere dei 5 minuti successivi, umilmente ed educatamente, mi sporgo dalla staticità della mia posizione anchilosante della fila ancora bloccata, e chiedo a uno di questi se è possibile chiamare il terzo sportellista ormai scomparso. Tanto per darci un illusione che, prima o dopo, arriverà anche il nostro turno. Mi si risponde che chi sta lavorando, sono solo le persone che in quel momento noi vediamo. E va bene, aspettiamo ancora.
Nel frattempo, uno dei due operatori ( quello che mi ha risposto), di fronte all' impotenza di non poter fare assolutamente nulla per proseguire nella consegna del biglietto ( e quindi nel produrre la tanto anelata frase "avanti un altro") per intercorrente blocco del bancomat, comincia ad assumere in viso colorazioni che vanno dal rosa al viola.
Alla fine, trascorsi quasi 50 minuti ( gli unici di teorica ora di libertà settimanale per la sottoscritta) , in paziente ( mica tanto) attesa in suggestiva fila alla stazione della mia città, arriva finalmente il mio turno. E interagisco con la gentilissima operatrice che mi trovo davanti, ormai al limite dell'implosione, che mi confessa di non riuscire più a sopportare la maleducazione, la spocchiosita' , il senso di onnipotenza etc etc di taluni.

Gli studi recenti di fisiopatologia del sistemo ormonale, di quello nervoso e di quello immunitario ci spiegano come, fattori di questo tipo (sensazione di impotenza o di ingiustizia anche per piccole cose come uno spreco di tempo in fila, o della percezione che chi dovrebbe aiutarci non ci considera, oppure la frustrazione di star sprecando l'unica ora di tempo libero, in modo insensato a favore di altri, o la necessità di mantenere un tono professionale di fronte alla maleducazione) siano alla base, assieme ad altri che si assommano durante la giornata (mancanza di collaborazione tra colleghi sul lavoro o mancato riconoscimento delle proprie capacità etc etc) di un continuo e subdolo stimolo stressogeno. Mentre la nostra natura ci fornisce, normalmente, le capacità ( metaboliche, cardiache, ' nervose', motorie) per reagire a uno stress acuto ( come per esempio un leone che ci attacca, a cui rispondiamo difendendoci o scappando) , la stessa non ci aiuta nello stress cronico in cui, non esiste un "nemico" visibile da cui difenderci, ma il nostro impegno ( ormonale, metabolico, neurologico etc) e' continuo, anche se inefficace. Con la conseguenza che prima o dopo, a seconda delle nostre capacità di resistenza individuale, daremo segni di scompenso o esaurimento: del sistema immunitario (insorgenza di allergie mai note fino a quel momento per esempio), ormonale (alterazioni della tiroide: cosiddetti "distiroidismi" non ancora da trattare ma significativi di un cambiamento reattivo che deve essere precocemente colto per evitare l'evoluzione in malattia), metabolici ( alterazioni della glicemia di base, o del colesterolo, tendenza ad ingrassare senza altro apparente motivo)... E così via.

Come difendersi

Già esprimere, pur con la solita educazione che ci contraddistingue, una nostra osservazione su un aspetto che potrebbe essere molto applicabile in pratica e quindi molto efficace (come richiamare l'operatore che se n'era andato nel momento di maggior bisogno), può essere utile. Per liberarci, almeno parzialmente del peso dell' impotenza. Piuttosto che stare in fila e fomentare il rancore parlando tra noi attendenti. Probabilmente l' importante e' proprio liberarsi, senza aggressività o maleducazione, altrimenti associata alla certezza  di passare dalla parte del torto. Così in tutte le cose della nostra quotidianità.

La medicina integrata ci aiuta molto in questo senso sia a fare, evidentemente, prevenzione, che a trattare già presenti squilibri di una delle sfere psicologica-emotiva, neurologica, ormonale o immunitaria. Con prodotti fito terapici così detti a induzione ormonale, con la flloriterapia (che rappresenta una sorta di "psicoterapeuta tascabile" che ci aiuta senza che noi ci accorgiamo), l' omeopatia e così via.

Un esempio su tutti, che sarà tema di altro post, e' il riscontro, in una percentuale molto elevata di popolazione, di elevati livelli di due ormoni: la prolattina e il cortisolo.
La prima, normalmente liberata durante l'allattamento, o a livello ovarico in determinate patologie, viene liberata dalla nostra " centralina dello stress", l' ipofisi, in tali condizioni, ed e' responsabile di sintomi quali irritabilità, stanchezza, ritenzione idrica, fino a problematiche organiche quali la anovulazione e quindi l'infertilita'.
Il secondo, il cortisolo, e' l'ormone salvavita ma anche quello che per queste stesse caratteristiche (capacità di incrementare la pressione arteriosa, incremento della glicemia e del colesterolo, etc) porta, in condizioni di stress prolungato e "inefficace' a problemi di ipertensione arteriosa, pre diabete, ipercolesterolemia, tendenza ad ingrassare e ad avere sempre fame, irritabilità fino alla nevrosi ( con attacchi di panico o altri aspetti).

Ci si può aiutare molto con la terapia integrata, anche se basterebbe, probabilmente, un po' più di buon senso e di rispetto!

                                  

sabato 24 gennaio 2015

La cultura e' evoluzione

 

L'altro giorno, sfogliando uno dei più noti e letti quotidiani di informazione del panorama italiano, ho visto ( era impossibile non farlo) che ben tre pagine erano dedicate al tema dell' ALIMENTAZIONE: una per un qualche argomento più o meno specifico di ciò che è giusto o ciò che è sbagliato in nutrizione, un altra per una sfilza di ricette più o meno facili e appetitose, una terza per qualche novità' in termini di prodigioso presidio medico con sicuri effetti dimagranti.
Poi la sera, in un raro momento di "defaticamento" per mezzo di pigrissimo"TV watching" incappo non, nel ormai conosciuto ed "edibile" per il potenziale Chef che è nascosto in ognuno di noi, programma di sfide culinarie all'ultima forchetta o parolaccia del giudice, insoddisfatto della prestazione o impegno di un concorrente, ma in un altro pseudo reality denoaltri, di ambiziosi pasticceri in lotta intestina reciproca per chi produce il più perfetto, quasi finto, dolce della serata.

Come se l'essenza della vita fosse il cibo...............

Peccato che, probabilmente, il cibo e' davvero l'essenza della vita. Ma non solo nel significato di un istinto primordiale da soddisfare ( per taluni) , che sia perciò fonte di soddisfazione prima di tutto mentale -emotiva e contestualmente di energia giusta. Ma anche come strumento di mantenimento dello stato di salute e quindi di prevenzione.

Peccato che il "divorare" un gran numero di queste trasmissioni, soprattutto nei momenti sbagliati (dopo cena per esempio), possa essere di stimolo quasi compulsivo a, una volta arrivata la pausa pubblicitaria, scendere al piano di sotto per prendersi un biscotto ( che di solito non basta) o uno snack salato, o comunque particolarmente goloso. ..come se.....il cervello limbico ( quello del piacere, quello primordiale) accogliesse il messaggio più o meno nascosto di....cedere alla tentazione, e quindi mangiare ( fuori orario).

Peccato che, in almeno uno di questi storici programmi, uno dei giudici protagonisti , americano  ( il cui nome inizia con J e il cui cognome inizia con B) non sia solo imprenditore di se' stesso e grande chef, ma anche attento investitore sulla propria salute con la scelta di una "cucina" non ..."all'ingrasso", ma ricercata, e qualitativamente studiata. E soprattutto sia un ottimo sportivo!

Allora, la domanda che mi è sorta spontanea, e': perché non utilizzare questo meraviglioso mezzo di informazione per dare la ...giusta informazione?
Invece di programmi che inevitabilmente fanno venir fame guardandoli, invece che pubblicità di indicazione di un tipo di olio di semi ( sicuramente sbagliato e approssimativo) da usare per abbassare un valore di colesterolo teoricamente non accettabile ( peccato che in questo valore non venga minimamente accennato al fatto che "il colesterolo" non ha un valore in senso assoluto, ma relativo al suo rapporto tra colesterolo "buono " -HDL-e "cattivo"-LDL-, e che abbassarlo in modo indistinto, porta a paradossali problemi di aumento del rischio di malattia cardiaca, vascolare e aterosclerotica, ormonale etc), invece di tutto questo, perché non si da' un imput su quanto sia facile in realtà goder veramente del piacere di un pasto, senza che questo diventi invece dipendenza o condizionamento? Oppure di come sia quotidianamente fattibile scegliere una alimentazione che sia anti cancro, anti infiammazioni articolari, o " semplicemente" anti obesità o problemi immunitari?

..basterebbe poco. Messaggi semplici che arrivino in modo pratico alla gente curiosa. La stessa che guarda quei programmi. E basterebbe che i medici per primi, come altri specialisti del settore salute, dessero il buon esempio, magari studiando un pochino e capendo che, quando si parla di "nutraceutica e nutrigenomica" non si parla di filosofia o di una moda per scienziati annoiati, ma si parla della nuova arma ( il cibo) a disposizione di tutti, di terapia, di prevenzione e, addirittura, di stimolo sul nostro Dna ( ovvero "epigenetico") .

E' per questo motivo che, di ritorno da un stancantissimo viaggio dalla parte opposta dell'Italia rispetto a dove vivo io, fatto per tenere una lezione di Nutrizione integrata, non posso che essere felice.
E ringraziare tutti i colleghi e professionisti del settore, che continuano a mettersi in discussione e a studiare.
Forse perché l'evoluzione, individuale e nel rapporto con il paziente che abbiamo davanti, passa anche per questa via.


domenica 18 gennaio 2015

vaccinazioni si o vaccinazioni no?


Quello delle vaccinazioni, è sempre un argomento molto importante quanto ..."vischioso".
E'stato chiesto un mio intervento, accanto a quello di altri esperti del settore Igiene-prevenzione dell'Azienda Sanitaria Regionale e altri medici specialisti, sulla Rai Regionale, in replica domani (o in streaming al seguente indirizzo: http://shar.es/1bvP7Z ).
Argomento sempre attuale, anche alla luce dei recenti fatti di decessi di origine dubbia e poi confutati, messi in possibile relazione alla ultima linea anti influenzale, ciò che ci si chiede più frequentemente è se realmente i vaccini, in generale, sono innocui o portatori di effetti collaterali più o meno pericolosi. La persona di riferimento a cui rivolgersi per cercare di dirimere i dubbi, il medico (di base o specialista) o il pediatra, deve essere in grado di fornire, per quanto possibile,  il maggior numero di informazioni appropriate, in modo che il soggetto, o i genitori, siano in grado di scegliere, in consapevolezza e tranquillità cosa fare. A tale riguardo bisogna ricordare che non esiste solo la vaccinazione, così come viene intesa in termini "invasivi" per il nostro sistema immunitario, per proteggerci da virus e batteri in senso generico, ma anche i seguenti fattori:
  • prevenzione primaria a disposizione di tutti: accurata Igiene individuale e sociale con particolare attenzione a pulirsi le mani bene dopo essere stati in luoghi pubblici e affollati (come un autobus per esempio, un ospedale, un ambulatorio, etc); proteggersi il viso con un fazzoletto o non respirando dalla stessa parte da cui deriva uno starnuto o un colpo di tosse; evitare di passare da ambienti molto caldi e secchi a quelli umidi e freddi dell'esterno: l'irritazione delle mucose è la prima porta aperta all'attecchimento di un virus; evitare il contatto con persone già affette da affezioni delle vie respiratorie o intestinali, soprattutto se soggetti a rischio (anziani, malati, etc)
  • adeguato stato nutrizionale! sembra una cosa tanto ovvia o banale, quanto invece è rara! la malnutrizione infatti è un fenomeno che minaccia una grande percentuale della popolazione, sia dell'epoca infantile che adulta, e non solo in chì è sottopeso, ma anche in "insospettabili " situazioni di sovrappeso o obesità. L'integrità del nostro sistema immunitario infatti dipende dalla situazione nutrizionale individuale, qualitativamente appropriata o meno per parametri come: 

  • adeguato apporto di proteine nella dieta quotidiana, veri e propri mattoncini del nostro sistema immunitario; ricordate che non è necessario che queste siano esclusivamente di origine animale, ma anzi, possono derivare da una alimentazione bilanciata in altre fonti nutrizionalmente importanti come legumi e cereali maggiormente ricchi di aminoacidi (parti delle proteine)-vedi post specifico.

  • stato di salute del nostro tratto digerente, e in particolare intestinale: a questo livello si trova infatti circa il 50 % del sistema linfatico mucosale (quello preposto al nostro sistema immunitario), e dalla sua integrità dipende non solo la facilità o meno a sviluppare allergie e intolleranze, ma anche anche la "resistenza" ad attacchi esterni di origine virale o batterica, che riguardino non solo la mucosa intestinale ma anche quella delle vie respiratorie. La flora normalmente presente infatti, è fatta da una popolazione di batteri cosiddetta "buona" e una "cattiva" (fatta sia da batteri che da funghi potenzialmente "ribelli", come la Candida A.), e fornisce il suo continuo contributo a contrastare batteri esterni e a produrre essa stessa vitamine importanti per la nostra salute (come quelle del Gruppo B). Tutto ciò è possibile solo se si pone la giusta attenzione su alimentazione*, stress, uso di farmaci quali antibiotici o altri, e periodica necessità di  riequilibrio con il supporto di terapia probiotica appropriata.

  • la prevenzione integrata: uso di rimedi omeopatici specifici e fitoterapici sono aiuti eccezionali e, ormai imprescindibili per il mantenimento della nostra salute. Anche nel campo della prevenzione** 

                          







*l'alimentazione adeguata deve tener conto anche del giusto apporto di fibre, che non devono essere nè poche nè troppo poche. Nel primo caso verrà infatti favorita la situazione di "Disbiosi", nel secondo verrà a mancare quella protezione verso le pareti dell'intestino stesso da tumori per es, o da eccesso di assimilazioni di grassi sbagliati e dannosi per la salute.
**sarà tema di post specifico. Per consigli a carattere individualizzato potete mandare mail all'indirizzo preposto

sabato 17 gennaio 2015

..non ci sono più scuse!

Frasi come " sono costretto a viaggiare spesso per lavoro e per tale motivo mi ritrovo a dover saltare i pasti e, spesso, ad abbuffarmi alla sera perché sfinito dalla fame e dalla stanchezza". Oppure " i miei tempi ristretti non mi permettono di mangiare bene, soprattutto quando sono in giro per lavoro".

Sono talmente tante in realtà le possibilità per nutrirci in modo efficace e qualitativamente decente, durante i nostri spostamenti per lavoro, che le frasi appena lette risulterebbero solo scuse. Per non porre la giusta attenzione alla nostra alimentazione e quindi alla nostra salute!
Percorrendo a piedi la città che ci ospita, spesso troviamo i più svariati tipi di localini, caffe' o deliziosi bistrot, che ci propongono una ampia varietà di scelta tra pasti completi o veloci (come una appetitosa tagliata di carne o di pesce accompagnata da verdure per es), infarciti della giusta dose di coccola e attenzione nei nostri riguardi (sia che ci troviamo in compagnia o da soli), utili a farci superare la fame e soprattutto a darci l'energia giusta per arrivare fino all'ora di cena ancora attivi (fisicamente e mentalmente). Le stesse stazioni dei treni o aeroporti ormai, sono dotati di soluzioni alimentari più che accettabili. Anche nell'ottica del mangiar bene: un piatto completo con cous cous e verdure, oppure una insalata variegata, magari accompagnati da un frutto o piccola macedonia ( come quelli della foto) sono alcuni esempi, anche con soluzione facili da portar via ( take away), per assecondare esigenze e gusti di tutti (vegetariani e vegani compresi).

La scoperta copernicanica dell'ultimo ventennio, e solo di recente definizione, cari amici di scienza che seguite questo blog, e' che la salute dell'organismo umano, fatta di equilibrio psichico, fisico, metabolico, immunitario e ormonale, e' continuamente condizionata dall'AMBIENTE in cui si vive. Questo però non è rappresentato solo dall'aria che respiriamo, dall'acqua che beviamo, ma anche da ciò che mangiamo e da come ci stressiamo. Questi ultimi due fattori in particolare condizionano la "modalità" con cui noi ci poniamo nei confronti dell'ambiente, passando per l'organo con cui noi ci relazioniamo ad esso: IL NOSTRO INTESTINO!

Oltre ad avere la funzione di barriera ( meccanica) di difesa, la mucosa del nostro intestino infatti è popolata da un numero tale di batteri, ben superiore a quelli presenti in altri distretti del nostro corpo umano (MICROBIOTA INTESTINALE), dotati essi stessi di un patrimonio genetico ( al pari di tutte le altre cellule del nostro corpo umano, rappresentato però da un numero di geni ben 60 volte superiore a quello del genoma) in continua interazione dinamica, appunto con l'ambiente*.
La novità però è che , non solo le modificazioni del nostro DNA risultano così, possibili rispetto a quello che noi mangiamo, ma anche a come noi CI EMOZIONIAMO. 
Microbiota intestinale e cervello infatti ( nella sua componente di emozioni, ma anche di comportamento e di funzione cognitiva) interagiscono continuamente a mantenere o meno un equilibrio (che ora sappiamo definirsi equilibrio Psico neuro Endocrino Immunologico).


Studi recentissimi dimostrano che la positività di una determinata predisposizione a sviluppare una malattia ( per esempio la presenza della mutazione HLA DQ2, per la suscettibilità a sviluppare la celiachia, ossia l'intolleranza al glutine), si associa ad una contestuale predisposizione ad avere una flora batterica " condizionata" , predisponente anch'essa la celiachia o altre situazioni di infiammazione intestinale (oltre che sistemiche). Le stesse, sarebbero correlate alla tendenza a sviluppare situazioni di disequilibrio della sfera emotiva o comportamentale ( studi nuovissimi riguardano per esempio la correlazione tra dieta ricca di glutine e i bambini autistici, predisposti a questa intolleranza). E tale VIA DI COMUNICAZIONE INTESTINO-CERVELLO , ha una direzione biunivoca, influenzata continuamente anche dal cibo che noi mangiamo e dallo stato emotivo in cui ci troviamo.
L'altra novità importantissima, empiricamente già nota ma solo ora dimostrata, e' che dall' integrità di questo asse di comunicazione e specificatamente della mucosa intestinale, dipende anche il nostro sistema IMMUNITARIO. Ricordando che dallo squilibrio di questo, originano patologie come quelle infiammatorie intestinali (Crohn, retto-colite ulcerosa etc), quelle allergiche, quelle dismetaboliche, quelle auto immunitarie e quelle degenerative ( tumorali).

Perciò, non abbiamo più scuse: anche in viaggio per lavoro e con i tempi ristretti, troviamo il modo per organizzarci e mangiare rispettando la nostra salute, tutta!.

*l'epigenetica è la scienza che ci insegna che il nostro "vivere quotidiano" comporta un continuo processo di adattamento di piccole parti del nostro DNA (in termini di riparazione, o precoce distruzione) a fattori in grado di modificarlo, in maniera tale da favorire o contrastare, la espressione di determinate patologie (come la celiachia appunto, ma anche alcuni tumori, il diabete, malattie neuro degenerative come la demenza etc) verso le quali si nasce con una determinata predisposizione (che non vuol dire però per forza insorgenza di malattia, a meno che non concorrano questi fattori "ambientali" che la promuovono).
 Tra i fattori più studiati, di stimolo epigenetico, troviamo: 

  • il resveratrolo (contenuto nell'acino dell'uva e dei frutti a bacca rossa; da qui il detto che il vino, soprattutto rosso, in giusta quantità fà bene)
  • la curcuma (pigmento giallo che ha un azione protettiva nei confronti dell'insorgenza di tumori e di alcuni tipi di demenza)
  • alcune emozioni e in generale lo stress cronico ( in senso negativo, per il suo effetto sul sistema ormonale in primis e conseguentemente immunitario)
  • l'esercizio fisico
  • etc