domenica 18 maggio 2014

..la felicità in tavola!


cosa c'è di meglio di un succulento piatto di gnocchi al sugo preparato in famiglia e gustato alla domenica, in relax?
pensate faccia male alla vostra linea?...non è detto!
Come fà un pasto buono, soddisfacente per il palato e per la gola, preparato in casa dalla mamma o da altra persona amata, e assaporato in un momento di serenità e di spensieratezza....a "far male"?
Anche il contributo delle calorie (per niente nascoste!) in questo pasto, non ci preoccupa. Ma come è possibile?
Provate ad assumerlo assieme a una bella porzione di verdure, magari crude, amare (radicchio, rucola, tarassaco etc) associato, se volete, ad una coscia di pollo (ruspante, con il quale avete preparato il sugo). E, visto che è domenica, finite il pasto con una pallina di gelato o altro pezzetto di dolce, magari fatto in casa.
Se avete voglia fate seguire al pranzo una bella passeggiata. Sarà molto probabile che, dopo questo pasto così ben pregustato (magari vi eravate tenuti leggeri a colazione proprio per non arrivare a pranzo già sazi) la cena sarà molto leggera, fatta di sola verdura o macedonia o piccolo pasto proteico associato alle verdure (a seconda del tempo intercorrente tra il pranzo e la cena stessa). Accadrà così che avrete passato una splendida domenica godendo del Piacere del pasto (per niente "dietetico"), della compagnia, e della "ricarica" dallo stress. Sarete così pronti per iniziare una nuova settimana di...compiti da fare.
Il trucco sta proprio qui. Se ci pensate, la nostra settimana, da persone adulte, è fatta di compiti: gestione della famiglia, dell'organizzazione della casa, del lavoro, della sopportazione dei colleghi non troppo simpatici o tranquilli, dei mille problemi da risolvere....
E' proprio durante la settimana che, per adempiere al meglio a questi doveri, con massima resa e soddisfazione tale da essere orgogliosi del lavoro fatto o del problema risolto, dobbiamo avere a disposizione tutta l'energia possibile: quella fisica e quella mentale (o emotiva). Per questo motivo non possiamo permetterci di mangiare, durante la settimana, per abitudine!, ma con oculatezza: scegliendo i pasti e il nutrimento che ci permettono di avere durante il giorno la lucidità mentale per ragionare, quella emotiva per essere intraprendenti e propositivi invece che apatici e perennemente stanchi, e l'energia sufficiente per arrivare alla sera quando, dopo una cena adeguata, potremmo godere, soddisfatti, del meritato riposo. L'alternarsi di una quotidiana alimentazione consapevole, invece che improvvisata, farà in modo che arriveremo al sabato o alla domenica stanchi, ma soddisfatti, e pronti a ricevere il giusto PREMIO: ossia un pasto che, se pur non "leggero" non inciderà sul nostro peso forma e soprattutto non porterà ad inutili sensi di colpa, perchè aspettato con trepidazione e goduto nel momento più opportuno (che può essere appunto un pranzo domenicale, o una serata conviviale con gli amici cari il sabato o la domenica). Organizzare l'alimentazione settimanale, finalizzata alle necessità su scritte, ci permetterà così di pensare a un pasto serale leggero e a un pranzo adeguato, senza l'eccesso di dolci o di grassi inutili, non come a una RINUNCIA, ma come a una SCELTA, di rimando del pasto più goloso, alla giornata in cui non dobbiamo lavorare e perciò possiamo permetterci di avere ritmi più lenti e più...goderecci.
Pensavate che solo i bambini hanno il dovere di fare i compiti e il diritto di godere del giusto premio o gioco? vi sbagliavate! Per noi adulti è la stessa cosa! (con l'aggravante che i nostri "compiti", se non fatti seguire dalla giusta gratificazione e defaticamento, contribuiscono non poco, a stancarci e a minare la nostra energia vitale e il nostro equilibrio emotivo!).

Provate questi consigli:

  • colazione tra quelle consigliate in altro post
  • pranzo adeguato, ossia non troppo pesante e tale da appesantire la resa pomeridiana, ma soddisfacente a farci arrivare fino a sera: una piccola porzione di primo piatto "leggero"-magari dei cereali più adeguati- condito con olio, grana o pomodorini o pesce e poche verdure, seguito non da un dolce vero e proprio, ma da un gusto dolce /un pz di cioccolata fondente per esempio
  • spuntino di metà mattina e di metà pomeriggio (con un frutto, un centrifugato o altro, se il tempo intercorso tra un pasto e l'altro e almeno di 3-3,5 ore)
  • cena leggera ma che dia soddisfazione (ricordatevi che è il pasto assunto dopo la giornata di ...delirio appena trascorsa, e quindi deve soddisfarvi, senza però mortificare (i vostri sentimenti o il vostro fisico!): una buona vellutata di verdure per esempio, con un pasto proteico di legumi o carne o pesce e l'aggiunta o meno di piccola dose di carboidrato complesso ma non grasso (come un pugno di riso integrale o altro), e la solita conclusione con il "gusto del dolce", se volete (mirtilli e cioccolato per esempio, o mela cotta alla cannella etc).
  • alzatevi da tavola non ancora satolli e aspettate di vedere se avrete fame, potendo assumere una piccola mela per esempio, ma almeno mezz'ora dopo la cena (se non l'avete mangiata come dolce)
Ricordatevi di non saltare il pasto: questo contribuirebbe solamente a farvi arrivare alla cena (appunto dopo la giornata di "compiti" e stress, anche se positivo per i più fortunati,) con una fame da lupi. Questa, associata alla tensione accumulate,  a eventuali "rospi ingoiati" o semplicemente alla fatica fatta, corrisponderebbe a un mix esplosivo!

sabato 17 maggio 2014

Qual'è il tempo utile per dimagrire?

Quello impiegato per immolarsi a diete sacrificali fai-da te che assai
raramente portano al risultato sperato? O quello sufficiente per farci perdere il "peso", ma quello sbagliato, ossia la massa magra (fisiologicamente più pesante del grasso)? Quel tempo cioè assolutamente insufficiente (metabolicamente parlando) per cambiare completamente forma, o per raggiungere un improbabile obiettivo (perché troppo diverso da noi)  in tempi troppo brevi, ma tale da crearci stress da confronto, che poi diventa stress da disattesa del risultato non raggiunto, che poi si trasforma in...mortificazione e disincanto?

E se "il tempo utile" fosse invece quello impiegato  per "sgonfiarci" (di liquidi e "di pancia") velocemente, dando una sferzata al nostro metabolismo, inizio di un rinnovamento del nostro corpo, e allo stesso tempo, fonte di gratificazione e di stimolo per perseguire e ritrovare il peso forma in modo duraturo e realistico?

Avrete fatto caso, camminando per la strada ogni giorno, che ognuno di noi è diverso dall'altro per aspetto fisico, fatto di dettagli specifici:
-diversi rapporti tra lunghezza degli arti e del tronco;
-tendenza ad accumulare peso nella parte alta del corpo oppure sulla pancia o sui fianchi o sulle cosce;
-diversa forma del viso: parte inferiore della bocca preponderante, oppure prevalente componente del tratto respiratorio o di quello cerebrale con maggior estensione della fronte.

Sicuramente vi sarete accorti di queste differenze.
Quello che però non è altrettanto lampante e conosciuto, è che a ogni caratteristica fisica su descritta, corrisponde non solo una personalità e un conseguente temperamento comportamentale ben specifici, ma anche un "assetto ormonale e metabolico" ben definito e individualizzato (tutti questi aspetti, tra l'altro, sono geneticamente determinati, fin dalla nascita).

E' proprio l'individualità, in questo caso metabolica,  a determinare le caratteristiche proprie di ciascun soggetto per tendenza ad ingrassare, a dimagrire, o a gonfiarsi. O ancora, a vivere male la quotidianità perchè troppo spesso, per esempio, afflitto da disturbi intestinali o di digestione, di ritenzione idrica, di intolleranza alimentare, etc etc.
Studi recenti di morfopsicologia e psiconeuroendocrinoimmunologia, definiscono come nel sottile equilibrio tra mente e corpo, vi può essere una predisposizione primariamente mentale al rischio di sovrappeso o problemi di obesità o comunque di alterata percezione del proprio corpo (disturbo alimentare psico emotivo) o invece primariamente metabolica (disturbo ormonale o metabolico).
Accade così che determinati individui siano soggetti più facilmente ad un alterato rapporto con il cibo di origine "mentale": per senso di insicurezza, bassa autostima, sorta di rifugio, o anche solo di tensione emotiva e sovraccarico di stress. Altri invece nascono con una predisposizione spiccata a trattenere liquidi (e in determinate parti del corpo rispetto ad altre), ad accumulare grasso, e ad "infiammarsi" di più o di meno (proprio per metabolismo basale ormonale di un tipo piuttosto che di un altro).
L'attuazione di uno stile di vita, comprendente quello alimentare, in parte individualizzato, fa si che si intervenga dall' "ambiente" (e cioè da ciò che è esterno al nostro DNA), con modifiche a carico per esempio del cibo da preferire, del tipo di attività fisica, o delle modalità di adattamento e resistenza allo stress, che diventano, a tutti gli effetti, strumenti Anti Aging.
Provate ad indentificarvi in una costituzione ed a attuare (e siamo ancora in tempo per l'estate!) semplici ed pratici cambiamenti alle vostre abitudini alimentari per ottenere velocemente risultati efficaci, e rispettosi della vostra individualità metabolica! Ne sarete contenti e persevererete, nel risultato ottenuto.


mercoledì 14 maggio 2014

la colazione perfetta? non esiste!


per un semplice motivo: non siamo tutti uguali!
c'è chi si sveglia al mattino con una voglia pazzesca "di salato"; chi non può immaginare di iniziare la giornata senza la giusta dose di dolce.   E chi, invece, si alza al mattino già proiettato nella giornata che gli si pone davanti, senza dare alcuna importanza alla colazione: o perchè non ha fame, o perchè non ha tempo.
La differenza tra ciascun individuo stà nella sua individuale situazione ormonale di base, che condiziona a sua volta il suo metabolismo (in medicina omeopatica, in quella tradizionale cinese e ayurvedica, questo corrisponde-tema di altro post- ad una "costituzione" ben precisa, in parte determinata dal nostro codice genetico, in parte definita dall' "ambiente" che ci circonda, che si associa anche a un temperamento e una personalità ben definita). Così un metabolismo di tipo prevalentemente "catabolico" avrà bisogno al mattino, della giusta dose di carboidrati complessi (compresi i dolci), mentre il soggetto a prevalenza anabolica, necessiterà per esempio di un adeguato quantitativo di proteine e grassi. In entrambi i casi, la scelta di un pasto rispetto ad un altro dovrà soddisfare due esigenze:
-quella "energetica": di fornire cioè la giusta dose di energia per affrontare la giornata (sia dal punto di vista fisico che mentale), senza il rischio di ingrassare (se non ce n'è bisogno);
- quella di soddisfazione: iniziare la giornata con il giusto appagamento di un desiderio o di una voglia alimentare, è il modo migliore per dare un risvolto positivo e fruttuoso alla giornata stessa.  
Se avrete voglia di seguire i miei post sarete sufficientemente in grado, tra non molto tempo, di collocarvi da soli in una tipologia costituzionale specifica, arricchendovi di informazioni che vi permetteranno di ritrovare o mantenere uno stato di benessere o di salute fisica e mentale, anche passando dalla scelta dell'alimento più giusto per voi ("più giusto", non quello da cui compulsivamente siete attratti!).
Per intanto, molto semplicemente, vi elenco alcuni tipi di colazioni che potete scegliere in base alla vostro sentire quotidiano (al risveglio siete più da dolce o da salato?).
Il cibo che noi introduciamo, non è solo mera fonte di nutrienti e di calorie a senso unico ma è, esso stesso, fattore di induzione di una risposta reattiva, nell'organismo che lo riceve, fondamentalmente per tre aspetti:
metabolico intestinale: a seconda dell'integrità della mucosa intestinale, il cibo che mangiamo sarà più o meno digerito (e quindi anche più o meno causa di rallentamento del metabolismo) e più o meno tollerato (e quindi fonte di energia vera e propria o di sorta di "veleno" perchè responsabile di privazione di energia e di malessere).
2 mentale: una volta assimilato il cibo diventa Piacere, per il nostro cervello, oppure Dipendenza, assuefazione o Insoddisfazione (a seconda delle componenti che lo costituiscono e delle loro interazioni con la nostra "centralina cerebrale del piacere" ossia il Sistema Limbico).
3 ormonale. Quello che noi mangiamo può aiutarci a ripristinare l'equilibrio ormonale in casi specifici (menopausa, dismenorree, malattie tiroidee etc), ed è responsabile della nostra energia quotidiana,  "spicciola" o "a lunga durata", che ci serve per arrivare fino a sera. Il cibo che si comporta da ormone, ci induce o meno la sensazione di appagamento del pasto appena fatto, o la ricerca compulsiva di un altro alimento (tipicamente il dolce), condizionando a sua volta non solo il nostro metabolismo (è cioè la capacità di consumare per intero quel pasto o di "stoccarlo" nelle nostre riserve di grasso), ma anche la produzione di grassi e zuccheri nel sangue (colesterolo, trigliceridi e glicemia), il controllo della pressione arteriosa, la qualità del sonno e così via...
Leptina, grelina, ormoni sessuali maschili, ormoni tiroidei, cortisolo: sono questi gli ormoni protagonisti del nostro senso della fame o della sazietà, della nostra capacità di consumare o di ingrassare. La loro produzione segue un andamento ciclico giornaliero (per gli ormoni sessuali, tiroidei e il cortisolo più alto al mattino), e in risposta ad un determinato pasto. Fisiologicamente, assecondare gli ormoni che ci aiutano a bruciare il pasto nell'orario corrispondente, ci aiuterà a rimanere nel nostro peso forma e a mantenere la giusta energia per tutta la giornata. Così assumere un pasto ricco di un alimento piuttosto che di un altro, indurrà esso stesso la liberazione di un tipo di ormone invece che un altro. 
In pratica: la leptina, ormone della sazietà viene liberata anche secondariamente ad un sonno notturno ristoratore lasciando il posto, al risveglio, alla grelina, ormone della fame. Questo induce in particolare la ricerca  di cibi a base di carboidrati complessi (compresi i dolci): non assecondarlo al mattino è, tendenzialmente, causa di ricerca compulsiva di dolce nell'arco di tutta la giornata o nel momento più sbagliato, cioè alla sera. In quest'ora, il ritmo circadiano ormonale prepara l'organismo al riposo e perciò all'anabolismo e all'accumulo (scende fisiologicamente il cortisolo, aumenta l'ormone della crescita). L'assunzione di un pasto pesante, soprattutto in grassi o in carboidrati complessi, porterà ad un surplus di attivazione cortisolemica (con tendenza alla produzione di colesterolo "endogeno" da parte del nostro fegato), e ad una riduzione dell'ormone della crescita: il risultato sarà quello di dormire male (per, facilmente, senso di pesantezza addominale, cefalee, insonnia, sogni agitati etc, secondari ad un "appesantimento" del fegato) e ad ingrassare!
Su queste caratteristiche fisiologiche generali, l'assetto ormonale e quindi metabolico di ognuno di noi farà però la differenza, e ci porterà alla ricerca, appunto di una prevalenza di gusto salato o di dolce, al risveglio.

Alcuni tipi di colazione: 


Colazione 1 (disintossicante). 1 bicchiere di acqua tiepido con 2 cucc.ini di aceto di mele biologico e 1/2 cucc.ino di miele a digiuno, 2-3 fette biscottate al farro o al kamut o di frumento integrale,  con ½ cucc.ino di marmellata  priva di zucchero aggiunto+ 1 succo d’ananas o di arancia o una tisana (per esempio allo zenzero ed echinacea) o 1 caffè con pochissimo latte.
Colazione 2 (AntiAging): 1 yogurth magro bianco + 1 cucc.ino miele + ½ banana  con o senza 3-4 fragole+ pochi muesli (di soli chicchi di avena o farro o amaranto o riso o frumento ) + 1 cucc.ino di olio di semi di lino, + 1 cucc.o raso di semi misti di zucca, di girasole, di sesamo, 3 noci o noccioline o mandorle, 1 the o 1 caffè
Colazione 3 (per gli intolleranti):     1 frutto piccolo tipo kiwi o ½ banana + 1 merendina al farro o al riso  con marmellata o cacao amaro + 1 tisana o 1 caffè
Colazione 4 (per il gusto salato):     1 crepe fatta in casa con grano saraceno, poco latte, poca acqua minerale, 1 pz sale,olio di oliva, al posto del burro, condita con 50 g di ricotta o di bresaola
Colazione 5 (per gli sportivi):     1 uovo o 80 g di bresaola o di ricotta con 2 creckers o 2 fette biscottate e un piccolo frutto


Scegliete la vostra colazione inizialmente in base al vostro gusto, imparando a gestire, di conseguenza, i pasti successivi della giornata: se avete soddisfatto la vostra voglia di dolce la mattino, non servirà assumerne altro durante la giornata. Ricordatevi di lasciar passare non più di 4 e non meno di 3-3,5 ore tra un pasto e l'altro, assumendo spuntini a base di un frutto ( o centrifugati) o proteici (come uno yogurth magro, se non ne avete mangiati altri durante la giornata o poca bresaola) o 3 noci, e a preferire l'apporto di carboidrati complessi (dolci, primi piatti, pane e simili ) entro il pomeriggio. Questo vi permetterà di coricarvi, alla sera, godendo di un sonno  sereno e ristoratore, dopo una cena più leggera (per esempio a base di proteine vegetali  o del pesce e verdura). Vi risveglierete così il mattino successivo con la giusta dose di appetito per innescare, nel modo ottimale, la vostra ricerca e scelta del cibo giusto, garantendo il mantenimento del peso forma o, se ne avete bisogno, il dimagrimento corretto.

lunedì 12 maggio 2014

Come coccolare le proprie emozioni


                                                                                                                  

Spesso, la individuale modalità di vivere la vita, con i suoi ritmi frenetici, i problemi da risolvere, le emozioni vissute e soprattutto, quelle non vissute, si associa alla poca libertà o disponibilità di attuare dei meccanismi di difesa dallo stress o semplicemente di periodica"ricarica". Ciò porta facilmente all'instaurarsi di una sorta di circolo vizioso condizionato e alterato, tra i maggiori sistemi, il cui funzionamento ottimale sta alla base dello stato di salute dell'organismo: quello Psico-emotivo, quello Neurologico, quello Endocrino (ormonale) e quello Immunitario (PNEI). Si verifica così un allontanamento dallo stato di benessere e di salute, che può esprimersi con piccoli o grandi squilibri a carico della componente psico-emotiva (con stati d'ansia, attacchi di panico, piccole ossessioni, tendenza depressiva o apatica etc) oppure del sistema immunitario (estrema facilità ad ammalarsi dei mali di stagione, frequenti infezioni " parassite" come herpes o micosi, allergie di nuova insorgenza e così via). Altre volte, una possibile espressione di questo "corto circuito innescato", potenzialmente coinvolto nello stato di stress, riguarda l'equilibrio ormonale (con per esempio alterazioni del ciclo mestruale nella donna) o l'equilibrio metabolico: ci accorgiamo infatti che in momenti di maggior stanchezza psico fisica oppure di tensione emotiva, tratteniamo più liquidi, oppure tendiamo ad ingrassare molto facilmente e in maniera non proporzionale al nostro introito calorico. E questo molto spesso contribuisce a farci innervosire e, molto probabilmente, ad incrementare la nostra stanchezza o ridurre la nostra resistenza quotidiana, o ancora ad incorrere in piccoli o grandi disturbi digestivi (incapacità a digerire qualsiasi cosa con senso di gonfiore e/o pesantezza per esempio, facilità ad incorrere in coliti etc).                                 Come tema di altro post, vedremo che lo "stress" , fisiologicamente parlando, è un complesso insieme di fattori in grado di innescare, a seconda della sua durata e intensità, e dello stato dell'organismo colpito, un disequilibro organico tale da creare disagio o malattia. Alterando infatti uno o più dei sistemi sopra descritti in modo singolo o sinergico (per esempio con una alterazione del sistema emotivo e di quello metabolico e ormonale, o di quello emotivo e immunitario etc). La Medicina Biointegrata ci fornisce, a questo proposito delle armi eccezionalmente efficaci nel ripristinare l'ordine, l'equilibrio, prima che il disturbo (funzionale) divenga malattia. Diversi sono i targets possibili su cui intervenire per ripristinare l' equilibrio o per evitare il collasso...

Uno di questi e' quello psico-emotivo.

Un piccolo quanto efficace suggerimento da mettere in atto per cercare non solo di resistere al meglio, ma anche di ritrovare in sè stessi capacità resilienti per rimettersi in carreggiata, è rappresentato dai seguenti rimedi:

Floriterapia:

White Chestnut: il fiore del " silenziamento dei pensieri ossessivi"

Impatient: per l' impazienza, il senso di insoddisfazione perenne, l'inquietudine emotiva

Crab Apple: il fiore dei cambiamenti, dell'allontanamento da abitudini

Star of Betlem: il fiore della tristezza, dell'apatia, del disincanto

Willow: per la sensazione di essere come Calimero, vittima di un destino ingiusto

Honey Suckle: il fiore di chi è attaccato al passato, rassegnato all'idea che il futuro non potrà essere altrettanto bello.

Posologia: 8-10 gtt di ogni fiore (o della miscela di più fiori) 3-4 volte al giorno, sotto la lingua.


FITOTERAPIA

Rhodiola rosa: azione adattogena, antistress, favorente in generale le capacità di apprendimento e di memoria ed  anaboliche, con incremento della capacità lavorativa e del rendimento organico. La rhodiola produce un aumento della concentrazione plasmatica di beta-endorfine (gli ormoni del benessere mentale) in grado di prevenire le variazioni ormonali indicative dello stress (tali proprietà sono riconducibili alla presenza di glicosidi fenilpropanoidici, in particolare il salidroside e la rosavidina, la cui struttura chimica è simile a quella della siringina, uno dei principi attivi dell'eleuterococco). La sua funzione di pianta adattogena si esplica anche con un effetto cardioprotettivo: in presenza di tachicardia e palpitazioni, potenzialmente presenti nello stato ansioso, permette di accrescere la resistenza allo sforzo e di ridurre la durata dei tempi di recupero, anche dopo un esercizio intenso; migliora la qualità del sonno ed è efficace per combattere l'insonnia. La pianta ha proprietà dimagrante, grazie alla stimolazione di alcuni enzimi (le lipasi) in grado di accelerare la liberazione dei grassi dai tessuti di deposito (per lipolisi) per trasformarli in grasso bruno, facilmente utilizzato e cioè "bruciato" per produrre energia. La rhodiola è in grado di aumentare del 30% circa i livelli di serotonina nel sistema nervoso centrale, ormone in grado di togliere il desiderio ossessivo di carboidrati e svolgere azione sedativa-antiansia, riducendo notevolmente la fame ansiosa. I glicosidi contenuti nella radice sono  capaci di incrementare i livelli di dopamina, ormone della progettualizzazione  e della intraprendenza. Essa inoltre rappresenta un vero e proprio rimedio ad azione PNEICA, perchè in grado di interagire indirettamente (modulando gli ormoni dello stress) e direttamente anche sull'asse sessuale maschile e femminile. Studi scientifici hanno infatti dimostrato un suo ruolo nell'amenorrea, nella fertilità nella donna, e nella funzionalità e nella prestazione sessuale nel 70% degli uomini sofferenti di disfunzione erettile o di eiaculazione precoce. 

Posologia: in TM (tintura madre): 25-30 gtt 2-3 volte al dì (si può trovare anche in polvere o estratto secco in capsule).

Griffonia: azione anti depressiva, contro l'insonnia, contro la fame nervosa.
E' ricca di 5-idrossitriptofano (5-HTP), un aminoacido essenziale, precursore diretto della serotonina, un importante neurotrasmettitore del sistema nervoso, implicato in particolare nella regolazione dell'umore, del sonno, del ciclo sonno-veglia (la serotonina si trasforma infatti in melatonina), del controllo della soglia del dolore, della termoregolazione corporea, della sessualità, della regolazione dell'appetito. Alcuni studi in particolare hanno evidenziato che la Griffonia migliora la qualità del sonno incrementando la "fase REM", quella in cui si sogna. Il suo uso si è rivelato utile inoltre nel contrastare la cosiddetta  "fame nervosa" o"fame compulsiva"associata a un  desiderio incoercibile di cibo, in particolare carboidrati, e in special modo gli zuccheri semplici contenuti nei dolci. 

Posologia: da 100 a 300 mg di ES (estratto secco, cioè in capsule), a seconda del suo utilizzo per : emicranie, depressione, insonnia, bulimia.

NB: in particolare i prodotti fitoterapici elencati, proprio per la loro efficacia, devono essere utilizzati su consiglio del farmacista esperto o del medico o di altro specialista, in grado di consigliare la dose giusta e di escludere la presenza di controindicazioni in caso di utilizzo di altri farmaci (per esempio anticoagulanti orali, estroprogestinici o antidepressivi).

venerdì 9 maggio 2014

le emozioni possono diventare salute o malattia?





I sentimenti, gli stati d'animo, e le emozioni influenzano la nostra quotidianità di reazione, il nostro comportamento e quindi la nostra salute psico fisica.

Solo da un ventennio a questa parte, accanto alle ben note funzioni cerebrali (come come quelle preposte al movimento,
all'elaborazione di un impulso olfattivo, visivo, tattile, o al linguaggio) si è posta sempre più attenzione e ricerca su quella parte del nostro cervello ben più complessa che è il cervello emozionale (chiamato anche cervello limbico) sede di arrivo e di elaborazione delle emozioni. Queste,
secondo alcuni neurofisiologi moderni, hanno origine ad un livello della Mente ben più profondo dei
sentimenti consci (quelli di cui siamo consapevoli), e sono il risultato di sofisticati
sistemi neurali comparsi nel corso dell'evoluzione con un obiettivo ben preciso:
garantire la sopravvivenza dell'individuo. Le emozioni nella loro accezione di
reazione immediata o di frutto di memoria esperenziale, insorgono principalmente in
quell'area del sistema limbico (noto anche come sistema emotivo o Cuore del
cervello), preposta al successivo “smistamento” di stimoli neuronali in direzione
della corteccia (a livello cosciente) o ipotalamico (così detto cervello primitivo o
istintivo). E' chiaro che la fluidità di questo processo biologico e neuronale innescato
dalle emozioni è alla base dell'evoluzione intesa come adattamento all'ambiente che
ci circonda, ma anche dell'equilibrio del sistema mentale. L'intoppo dato da una
emozione non vissuta o non espressa, o il sovraccarico secondario ad uno stato
eccessivo o alterato emozionale
, porta inevitabilmente ad una specie di cortocircuito
informazionale
 di questo processo così perfetto. E' il caso ad esempio dell'emozione
paura
: questa nasce come uno dei più importanti meccanismi di difesa
dell'organismo; in risposta ad essa infatti (per “accensione” dell’amigdala), a livello
cerebrale ed in particolare ipotalamico, vengono liberate sostanze di carattere
ormonale in grado di indurre una risposta ghiandolare specifica (a carico dei surreni,
organi liberatori dell'ormone salvavita per eccellenza ossia il
cortisolo) e periferica
corporea (incremento della frequenza cardiaca, vasodilatazione per favorire l'afflusso
del sangue ai muscoli periferici etc) finalizzata al combattimento o alla fuga per la sopravvivenza.

Immaginiamoci quali possono essere i risvolti legati alla persistenza di quotidiane
paure (di fatto inutili al concetto di sopravvivenza)
: paura di non farcela in un 
compito, paura di risultare inferiore o non adeguato in una certa situazione, paura di 
rimanere soli, paura di perdere il lavoro o di non trovarlo, paura di ingrassare, paura
di non piacere.
..Quello che si crea è una sorta di abitudine emotiva che, a discapito 
di una originaria funzione di evitamento dei pericoli imprevisti o in parte prevedibili, 
porta ad una automaticità di reazione ansiosa, spesso auto mantenuta proprio dal 
nostro efficentissimo sistema di condizionamento alla paura (anche per persistente 
attivazione dell' ormone cortisolo), sommato alla potentissima capacità di pensare 
alle nostre paure e all'incapacità di controllarle. In questo meccanismo attivato, ogni 
stimolo ansioso aggiuntivo può essere causa del mantenimento di questo 
corto circuito tra istinto e tentativo di controllo (che può sfociare anche, in altre 
condizioni, negli attacchi di panico).

Studi recenti dimostrano che esiste un linguaggio comune tra le emozioni e il  nostro organismo, inteso come insieme dei sistemi ormonali (tiroide, surrenalico, sessuale etc), neuro-psicologici, e immunitari (PNEI). E le "parole " di tale linguaggio sono molecole che comportandosi talora da componenti biochimiche, o ormonali o  tal altra neurotrasmettitoriali (ovvero di impulsi nervosi) , trasportano una informazione che può essere fisiologica (e allora vi è stato di salute) oppure alterata (e allora diventa squilibrio o malattia).

Questo spiegherebbe il ritrovamento di particolari proteine nel sangue, corrispondenti a specifici stati emozionali, di persone affette da malattie cosiddette autoimmuni (derivanti cioè da una alterata reazione immunitaria contro se stessi) come quelle reumatologiche, la sclerosi multipla, le malattie della tiroide, e di alcune forme di degenerazione tumorale.
D'altra parte è di riscontro frequente e assai comune a ognuno di noi, la forza o la fragilità "immunitaria"nell'affrontare la nostra quotidianità: a seconda del carattere di ognuno infatti, vi sarete accorti che quel sottile equilibrio di resistenza in cui vivevate fino a oggi, sebbene provato dall'ennesimo compito da svolgere sul lavoro, o impegno frenetico da fare, crolla nel momento in cui subentra una emozione quale la frustrazione per una promozione così aspettata ma non ricevuta, oppure per una crisi famigliare o affettiva o per un lutto o altro trauma emotivo. Accade così che possono iniziare segni di indebolimento del sistema immunitario come facilità a far virosi (come raffreddori, pseudo influenze) di continuo. Altre volte, di fronte alla "soppressione" di sintomi potenzialmente interpretabili come segnali di allarme, si innescherebbe una sorta di squilibrio immunitario, per disassamento dei principali ormoni preposti al controllo del fisiologico processo di invecchiamento, con induzione di degenerazione cellulare precoce e finanche di malattia (vedi altri post su anti aging e stress).


domenica 4 maggio 2014

il fieno maggengo: la natura ci insegna


 Chi ha la fortuna di vivere a contatto con la natura, svolgendo mansioni che inevitabilmente portano a conoscerne le caratteristiche e a rispettarne i ritmi, sa che ogni stagione è fonte di una ricchezza impagabile, per le informazioni in grado di fornirci.
Ci accorgiamo di quanto siamo..."cittadini" quando non abbiamo più la percezione del passare del tempo scandito dalle caratteristiche proprie di ogni stagione, di ogni mese: ci dimentichiamo cioè che ogni periodo ha, per natura, le sue caratteristiche specifiche, di cambiamenti climatici, di semina, di crescita, di raccolta e così via. E passiamo invece da una stagione all'altra, sopraffatti come siamo dalla frenesia dei nostri impegni, con il rischio che anche la nostra alimentazione quotidiana sia, grossolanamente, sempre la stessa.
A maggio per esempio si raccoglie il fieno, detto appunto maggengo, che ha delle caratteristiche particolari, perchè è  un fieno di primo taglio, foraggio di prato naturale raccolto in campo, trinciato, pressato e confezionato così da conservare inalterate le caratteristiche nutrizionali originali dei suoi componenti: graminacee (Lolium Italicum, Phleum Pratense, Festuca) e leguminose (Medicago Sativa).
Il primo taglio maggengo è ricco di carboidrati (fibra e zuccheri), proteine, minerali e vitamine che garantiscono la composizione nutrizionale ideale per il mantenimento della salute e vitalità degli animali, quali per esempio, il cavallo. 
I maggiori esperti in questo campo ci insegnano come una dieta sana ed equilibrata sia fondamentale per favorire la salute dell’animale ed evitare l’insorgere di stress psico-fisico
Forse non ce lo ricordiamo, ma per noi vale lo stesso concetto nutrizionale e di equilibrio psicofisico: dalla qualità del nostro nutrimento quotidiano dipende infatti la nostra energia fisica e quella mentale. Potremmo allora approfittare di questo periodo, per curiosare e scoprire che la natura ci offre altri tipi di cereali, al di là del -costantemente presente sulle nostre tavole-frumento raffinato, più interessanti dal punto di visto nutritivo, degustativo, sia visivo che di sapore, ma soprattutto immunitario ed energetico (cioè a incidere sulla capacità di restare in forma o a ingrassare, a regolare il nostro contenuto di colesterolo, zucchero e grassi nel sangue, a scongiurare o ad affrontare intolleranze alimentari e così via).
Potremmo cioè scegliere tra una non troppo lunga lista di "cereali alternativi" che dovrebbero far parte dell'alimentazione di ognuno di noi, perchè garanzia non solo della nostra salute fisica e metabolica, ma anche di un ritrovato piacere verso il cibo, non mascherato da una abitudine quotidiana che diventa invece, a volte, indifferenza e disattenzione.
  • L'amaranto antico alimento degli aztechi e dei maya è una pianta usata sia come verdura (le foglie) che come cereale (i grani). Come cereale ha delle qualità che sono: bassissimo contenuto di glutine, alto contenuto proteico (amminoacidi essenziali come lisina e metionina, non prodotti dal nostro organismo), basso indice glicemico; può perciò essere utilizzato nelle intolleranze al glutine (non in quelle gravi, genetiche, come la celiachia), nel diabete mellito di tipo 2, nella tendenza al colesterolo alto (si è vista infatti una sua azione di abbassamento dell'LDL o colesterolo "cattivo"). I suoi grani, una volta cotti (non soffiati, perchè incrementerebbe l'indice glicemico) possono essere utilizzati nelle verdure, o nelle zuppe. La farina può essere usata per preparare dolci che non richiedono il glutine, o i crekers. 
  • Il grano saraceno: non è propriamente un cereale, ma una pianta, dalla cui triturazione si ottiene una farina, nutriente. È estremamente povero in glutine, può essere usato nelle diete di disintossicazione e di rotazione, si è visto abbassare il colesterolo LDL, e sfavorire gli effetti secondari della sindrome metabolica (soprattutto per l'ipertensione arteriosa), per il suo contenuto in flavonoidi (rutina e quercitina), magnesio, manganese, fibre, fosforo, acido pantotenico e proteine di alta qualità è un alimento con proprietà nutraceutiche (inserito, come l'amaranto nell'uso settimanale dei cereali, è apportatore di funzione antiossidante e riequilibrante). La sua farina può essere usata per preparare pasta, dolci, crepe.
  • Il farro: o spelta, è il cugino più antico del moderno frumento. Rispetto a questo ha un contenuto doppio di proteine complete (diversi amminoacidi tra cui triptofano, precursore della serotonina, in buona quantità) e di fibre. Il farro mantiene fino all'ultimo passaggio della sua raccolta, l'involucro esterno (la lolla) che lo protegge dagli insetti e dalle sostanze inquinanti, è perciò più puro di altri cereali più sensibili a questi fattori ambientali. È un ottima fonte vitamine del gruppo B e minerali, e di carboidrati complessi, e i suoi chicchi immaturi non contengono glutine. Una volta maturo invece si arricchisce della proteina del glutine più digeribile (la gluteina e non la gliadina), va bene pertanto nelle intolleranze lievi al frumento ma non nella celiachia. E' l'unico cereale contenente un tipo speciale di carboidrati, i mucopolisaccaridi, capaci di stimolare il sistema immunitario, ridurre il colesterolo cattivo ed equilibrare la coagulazione del sangue. In chicchi, previa tostatura e successivo ammollo di 6-8 ore può essere usato come insalata, oppure può esserne usata la farina come alternativa al frumento.
  • La segale: proveniente originariamente dall'Asia Centrale, era chiamata cornuta perchè, quando attaccata da un fungo, prima dell'introduzione di tecniche agricole moderne, sviluppava delle escrescenze che le davano una forma particolare. È una fonte molto buona di fibre, fosforo, magnesio, vit B 1 e vanta un rapporto magnesio:calcio di 4:1. Grazie al suo alto contenuto in fibre, il suo uso è consigliato nel controllo dei picchi glicemici, e nella sindrome del colon irritabile. Inoltre grazie in particolare alle stesse fibre solubili si è visto essere responsabile di una maggior produzione, a livello della mucosa intestinale di acido butirrico, un acido grasso necessario per la salute della mucosa colica e per la protezione contro l'insorgenza del cancro al colon. Contiene glutine, ma è una valida alternativa al frumento sia come farina (pane, craeckers, dolci) sia in chicchi (in alternativa del riso).
  • Il riso: ce ne sono più di 8000 tipi, a seconda della lunghezza del chicco (lungo, medio o corto). È un cereale abbastanza sicuro dalle contaminazioni inquinanti ma quello bianco, a causa del processo di macinazione e di raffinazione è praticamente privo di vitamine e sostanze nutritive. Queste si ritrovano invece nel riso integrale (Vit B1, B2, B3, B6, manganese, ferro, selenio, magnesio, fosforo, minerali traccia). Il riso integrale inoltre è una buona fonte di proteine e di gamma orizanolo, un estratto dell'olio della crusca di riso usato per curare problemi di digestione, colesterolo e sintomi della menopausa.
  • L'avena: (o Avena sativa) originariamente considerata “mala erba” veniva mangiata solo dai barbari (che poi conquistarono i romani che invece non la mangiavano...), ha proprietà diverse. Se pur sgusciata, conserva la crusca e il germe e pertanto le proprietà nutritive come: manganese, selenio, fosforo, magnesio e ferro, Vit B1 e fibre solubili. Molto valida pertanto nell'abbassare il colesterolo cattivo sia per il contenuto di fibre che di acidi grassi polinsaturi come il betaglucano contenuto nella crusca, che si lega agli acidi della bile favorendone l'eliminazione con le feci (nei soggetti con ipercolesterolemia alimentare; nei soggetti con livelli di colesterolo adeguato invece, si è visto non indurre alcuna variazione). Non indicata nella celiachia, si trova in chicchi, fiocchi, crusca, farina (per crekers, pani etc).
  • Il miglio: non è solo cibo per gli uccellini, portando molti benefici anche per la salute dell'uomo. È infatti una buona fonte di proteine e vitamine, come magnesio, fosforo, vit del gruppo B come tiamina, riboflavina, niacina e vit B6. È importante ridurne il consumo in soggetti con tendenza a ridotto metabolismo o con ipotiroidismo: una sua componente interferisce infatti con la produzione degli ormoni tiroidei. Il miglio cotto viene usato in aggiunta alle zuppe, o come farina alternativa al riso o al pane.
  • La quinoa: anche se è considerata un cereale, tecnicamente è una pianta, parente delle barbabietole, bietole e spinaci. Priva di glutine, è il meno allergizzante tra i cereali. Come il grano saraceno, ha un eccellente profilo di aminoacidi, anche di quelli essenziali. È quindi un eccellete fonte di proteine per i vegetariani vegani. Viene usata in insalata o come farina.
  • Il kamut: è un cereale antico, di probabile origine egiziana. Si caratterizza per il suo alto contenuto in proteine (tra il 15 % e il 40% in più rispetto al frumento), minerali come lo zinco, il magnesio, il selenio in alte quantità, e acidi grassi mono e poli insaturi. Può risultare più calorico di altri cereali perchè così ricco in grassi buoni. Contiene glutine.
  • grani antichi: le loro caratteristiche saranno argomento di altro post














giovedì 1 maggio 2014

come prepararsi all'estate...

Lo so, la maggior parte di voi, leggendo il titolo di questo post, penserà subito ad una inevitabile, ineluttabile, terrificante..ricerca di "remise in forme", in tempi brevissimi e a tratti angoscianti, per la fatidica "prova costume".
In realtà quello affrontato in questo spazio, riguarda la più efficace, e soddisfacente modalità di preparasi all'estate, e cioè quella di pensare, sì, alla propria forma e al proprio aspetto fisico, passando però dalla attenzione verso il proprio stato di salute.
Ai più sembrerà impossibile, ma, proprio passando per questa strada, si imboccherà la via di un risultato reale e duraturo che ci porterà a sentirci bene con il nostro corpo e, se necessario, a dimagrire in tempo utile*.
Avevo descritto l'importante potenzialità propria di questo periodo (la primavera) nell'attuazione di un drenaggio (di tutti gli eccessi dell'inverno: culinari, emotivi, tossinici vari). Per chi ha seguito i consigli, sarà già più facile prepararsi all' estate, anche se questo significa necessità di dimagrire per ritornare al proprio peso forma.
Il dimagrimento infatti, passa inevitabilmente dalla "riaccensione" del metabolismo, che è favorita, a sua volta, proprio da quella fase di drenaggio, disintossicazione e depurazione di organi quali il fegato, i reni e l'intestino. Come accennato più avanti, ognuno di noi, tenderà per propria costituzione ad appesantire più facilmente un organo piuttosto che un altro, e quindi a soffrire, per esempio in questo periodo, di gastriti, oppure di frequenti coliti o persistenti gonfiori addominali, o di rallentamenti circolatori con tendenza alla ritenzione idrica che, d'estate, si trasformano in veri e propri mezzi calvari per dolori alle gambe, crampi, e gonfiori.

Da questo momento in poi e per qualche mese, fioccheranno in libreria, in edicola e su qualsiasi mezzo di informazione, le più mirabolanti diete a, garantito, effetto dimagrante immediato (quella dei dieci giorni di un solo tipo di frutta, quella di sola acqua, quella dell quattro f...e così via). Chi di noi non ne ha mai provata una nella vita. Quanti di noi hanno però ottenuto il risultato auspicato, o invece, non vedevano l'ora di terminarla per riprendere la quotidiana modalità di nutrirsi, ante-Dieta, con il risultato, per contro, di sconfortarsi per l'allontanamento dell'obiettivo prefissato, e di rassegnarsi a uno stato fisico, e mentale, non voluto e che non ci soddisfava?

Esiste invece un modo, anche nel "poco"tempo che ci separa dall'estate, per rimetterci veramente in forma, con soddisfazione e con beneficio anche a carico dell'umore e dell'energia quotidiana!

Questo dipende da tre fattori principali:
1. il "punto di partenza": abbiamo problemi di gastrite o di acidità di stomaco, o di gonfiore perenne post prandiale o già al risveglio, o di percezione che qualsiasi alimento "ci faccia male" perchè ci sentiamo appesantiti , sonnolenti, o di malumore, etc etc? O invece il nostro punto debole, in questo momento, è il nostro equilibrio psico-emotivo, messo a dura prova per continue tensioni lavorative o famigliari che sfociano in disagi quali stati ansiosi o apatia? Affrontarli nel modo giusto significa garantire una risposta dell'organismo (e del fisico) molto più duratura e soddisfacente, predisponente a seguire qualsiasi programma alimentare e a portare a casa il risultato del dimagrimento!
2. il potere del cibo: non si tratta solo delle calorie , ma della più o meno grossolana combinazione degli alimenti ad ogni pasto, e della distribuzione degli stessi nei diversi orari della giornata, a determinare la possibilità che noi si accumuli, ingrassando, o invece si consumi ogni pasto assunto. Oltre che della capacità del cibo stesso, di fungere da fonte di piacere o di dipendenza.
3. il consumo metabolico quotidiano (che dipende dal nostro tipo di vita, dalla nostra attività fisica etc)

Diverrà allora molto facile dimagrire e sgonfiarsi, anche solo semplicemente puntando sui due punti iniziali e, senza troppo impegno, sul terzo:
1. attuate un drenaggio fitoterapico e, se necessario (e con ogni probabilità ), di supporto probiotico della flora intestinale individualizzato: a suggerimento generico, potete riferirvi a quanto riportato nel precedente post, aggiungendo, eventualmente, un prodotto reperibile in commercio comprensivo di FOS, Vit C, Vit del gruppo B, Ac folico, Lactobacillus Ac, Reuterii, Bifidobacterium longum, Lactob salivarius, Saccaromiycetes Boulardii, Propionibacterium schermanii: quest'ultimo infatti è molto importante per il ripristino della flora intestinale, passaggio indispensabile per la detossicazione dell'organismo e per il riequilibrio del sistema immunitario (con conseguente scomparsa dei disturbi digestivi più vari fino anche al miglioramento o scomparsa di piccole o grandi allergie della pelle, o dell'apparato oculare o respiratorio), e per l'apporto di sostanze anti ossidanti e metabolicamente attivanti (come la Vit del gruppo B).
2. Date una "sferzata metabolica " e di rinnovo al vostro organismo, togliendo completamente per due mesi,  dalla vostra alimentazione quotidiana i seguenti alimenti:
-prodotti derivati dalla "farina bianca" (il frumento): utilizzate invece le farine e i derivati di riso (anche integrale o il basmati o il thay, o il selvatico), farro, kamut, grano saraceno, segale, avena, quinoa, amaranto, mais. Questi sono cereali (che trovate sia raffinati che integrali) molto più leggeri del frumento, dal punto di vista calorico ma, soprattutto, di carico immunitario e di stimolo ormonale insulinico (che è quello che fa ingrassare);
-latte e latticini di mucca e di capra, preferendo quelli di riso o di soia (questi ultimi se non avete problemi di ipotiroidismo): oltre a portare ad un eccessivo introito calorico dai grassi in essi contenuti, e di altre sostanze che favoriscono la ritenzione idrica (quali il sodio), questi si associano molto spesso all'insorgenza di quadri di disbiosi intestinale (alterazione della flora intestinale), responsabile non solo della sensazione di gonfiore e di malessere che fa porre continuamente "la vostra attenzione sulla vostra pancia", infastidendovi e facendovi abbandonare precocemente un qualsiasi programma dietetico dimagrante, ma anche di quella alterazione dell'assorbimento degli alimenti, che contribuisce a rallentare  ulteriormente il metabolismo;
-alimenti lievitati con lievito naturale: anche questo (sostituibile con i cosiddetti agenti lievitanti) può favorire l'insorgenza di intolleranze alimentari, causa di quella continua sensazione di gonfiore addominale per esempio, o di inefficace digestione, fino ad essere esse stesse causa di un blocco o di un rallentamento del metabolismo.
3. camminate! anche i più "pigri" o affaccendati nei mille impegni quotidiani lavorativi o famigliari, si stupiranno sapendo che una semplice camminata veloce, meglio se quotidiana, porta a una accelerazione sufficiente del metabolismo, importante contributo al dimagrimento: basta un tempo di camminata che per una donna va dai 45 ai 60 minuti, e per un uomo dai 35-50 minuti per perdere dalle 250 alle 300 kcal al giorno (e cioè grasso) e quindi per perdere dalle 1750 alle 2100 kcal alla settimana!

Quanto descritto corrisponde a iniziali suggerimenti che, a differenza di qualsiasi dieta di rinuncia e sacrifico, tanto impegnativa quanto difficile da portare avanti per tempi lunghi o sufficienti al dimagrimento voluto, sono in grado di farci stare bene in tempi brevi con il nostro corpo (e con il nostro umore): perchè ci sgonfiamo di pancia, di liquidi, e perchè iniziamo a dimagrire perdendo ciò che non serve, e cioè il grasso in eccesso, e non la massa magra. Questo ci porterà a perseverare nella ricerca dell'obiettivo prefissato (del peso forma individuale) in modo soddisfacente e realistico, perchè rispettoso della reale fisiologia dell'organismo, e non di una sua presa in giro (come accade infatti, nella maggior parte delle diete sbagliate, che ad un primo dimagrimento segue il fatidico recupero del peso di partenza o anche di più). E soprattutto la situazione di benessere e di energia quotidiana in cui ci ritroveremo ci porterà a perseverare in una consapevole e quotidiana scelta alimentare che ci farà mantenere il nostro peso forma, senza privarci del piacere per il cibo, non solo per l'estate, ma per tutta la vita....provare per credere!

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