domenica 25 giugno 2017

Ci stressiamo perché mangiamo male o mangiamo male perché ci stressiamo?

Ci stressiamo perché mangiamo male o mangiamo male perché ci stressiamo?

Molto spesso in ambulatorio, che un paziente venga per un problema metabolico conclamato (sovrappeso o obesità, malnutrizione, o altro specifico del metabolismo di zuccheri o lipidi), o per un problema di insonnia, o di situazioni border line dell’apparato cardiovascolare (ipertensione arteriosa, tachicardie sinusali o cardiopalmo), o per situazioni di disagio o problemi importanti dell’apparato digerente (gastriti, coliti o “semplici” quadri di dispepsia intesa come gonfiore addominale, senso perenne di malessere addominale e conseguentemente generalizzato), il punto di squilibrio iniziale è “la modalità del vivere quotidiano”.

Capitano di frequente infatti due situazioni con relative affermazioni:
 -“sono stressato”, e so di abbuffarmi per una necessità di sfogo che diventa una coccola (atteggiamento tipico più del sesso femminile);
-“non ho tempo di mangiare o mangio quando e dove mi capita” perché devo lavorare (tipico più del sesso maschile).

Entrambe le situazioni possono comportare uno stato di disequilibrio metabolico (specifico legato ad un abuso di dolci o di altro tipo di cibo-conforto, o di sovrappeso, o altre fonti di malnutrizione), o dell’apparato digerente (anche la “sola” persistenza di alterazioni dell’alvo con quadri di colite, o di persistente e disagevole fonti di gonfiori intestinali), ma l’effetto “stressante” sul nostro sistema nervoso emozionale (limbico) e conseguentemente sulla cascata ormonale sarà potenzialmente diverso, e più pericoloso nel secondo esempio.

Sappiamo che alcuni cibi hanno un effetto diretto sulla “centralina dello stress”, ossia l’ipofisi, che condiziona, tra le altre cose, proprio il comportamento alimentare (ossia la scelta del pasto successivo a ciò che abbiamo appena o ripetutamente mangiato): per il loro effetto di rialzo glicemico rapido e la conseguente risposta ormonale insulinemica (zuccheri semplici, dolci ma anche cereali raffinati e/o particolarmente ricchi in glutine, o altri amidi assunti senza un accompagnamento di fibre o altre sostanze che ne controllino l’effetto di incremento della glicemia nel dopo pasto: pane bianco, pasta bianca, patate, dolci, frutta senza buccia, etc), o per il loro contenuto in sali o altre sostanze (saporificatori, conservanti etc), con conseguente effetto direttamente “infiammatorio” sugli spazi neuronali che gestiscono il centro della fame, della sazietà e della dipendenza (per riduzione della sensibilità a ormoni ”sazianti” come la leptina, o per eccesso di disponibilità di altri come la serotonina, vero e proprio ormone “controllore” di altri con potere eccitante o sedativo il sistema nervoso centrale e autonomo, come adrenalina, noradrenalina e nervo vago).

D’altra parte una modalità del vivere proiettata continuamente in avanti, nella quotidianità, senza la minima attenzione verso il momento del pasto o del riposo, possibile conseguenza di un atteggiamento di iper responsabilizzazione nei confronti dei problemi della vita, può portare non solo a uno stato di stress attivato, ma anche a disturbi del sistema digerente capaci di indurre un meccanismo perpetuo. Da una parte infatti il mangiare senza la giusta considerazione di questo momento (che non necessariamente deve essere lungo, ma dedicato all’inforcare il cibo, ad apprezzarlo, a gustarlo, senza pensare al problema che abbiamo lasciato o a quello che ci sta aspettando) non permette al nostro sistema digerente di essere pronto al suo lavoro (che è quello di DIGERIRE, fornendo da quel pasto la giusta energia invece che accumulare riserva nel tessuto grasso,  e SODDISFAZIONE, in grado di contrastare gli ormoni dello stress come il cortisolo), e anzi ne favorisce un infiammazione che può essere essa stessa causa di alterazioni dell’umore (per effetto dello stress sul microbiota intestinale, e viceversa). Dall’altra, questa “frenesia” della quotidianità porta ad una eccitazione del sistema dello stress cui seguirà inizialmente un aumento nella produzione di cortisolo a scopo reattivo (di aiuto), e secondariamente (in tempi dipendenti dalla costituzione individuale, e  quindi dalle risorse del soggetto) al suo esaurimento. La prima fase potrà associarsi non solo ad alterazioni della forma fisica conseguenti all’iperfagia da ipercortisolemia, o a un rallentamento del metabolismo degli zuccheri  (che si legge con un incremento della emoglobina glicata del sangue non su base ALIMENTARE, ma dello stress, da effetto CORTISOLICO), ma anche del sistema cardiovascolare (ipertensione, tachicardia, angina pectoris) o di quello nervoso (insonnia, attacchi di panico, depressione, calo della concentrazione), ancora più pericoloso in determinati periodi della vita (tipicamente il soggetto maschile dai 40 ai 55 anni), che associati ad altri fattori di rischio potranno essere pericolosi per la vita. A questa fase, l’ipocortisolemia successiva potrà associarsi ad astenia, calo della libido (per sinergia con altri ormoni sessuali maschili o femminili), o anergia immunitaria (spiccate  patologie su base allergica, o virale etc).

Un efficace strumento di prevenzione a tutto ciò è l’ORDINE:
-nella assunzione dei pasti (per scelta rispettosa del luogo e dell’orario)
-nella definizione del tempo della giornata dedicato ai “compiti“ (il lavoro, la risoluzione di un problema famigliare), e di quello dedicato al “premio”: un hobby che sia poco razionale ma molto istintivo (giardinaggio, lavori manuali o di fotografia o di disegno etc), o un attività fisica foriera allo stesso tempo di defaticamento, ma anche di soddisfazione (diretta conseguenza di endorfine e altri ormoni prodotti).



sabato 13 maggio 2017

la forza della sorpresa


Si sa: che siamo ancora bambini o già adulti, di fronte a un pacchetto chiuso, che sia anche solo quello di benvenuto del treno su cui viaggiamo, difficilmente riusciamo a resistere nel provare un pò di eccitazione, e di curiosità...tutta infantile. Tutta sana.
Si perchè di fronte a  un momento di distrazione dai nostri pensieri seri quotidiani, o dai nostri schemi mentali che spesso ci fanno agire o pensare, o  "percepire" l'altro o una determinata situazione in modo prevenuto e quindi condizionato e condizionante, il semplice ottenimento di un pacchetto chiuso che non ha, all'esterno, le indicazioni del suo contenuto, piacevolmente può renderci, per un momento, bambini. E perciò spensieratamente e liberamente felici.

Un altro tipo di sorpresa si può trovare quando, immersi nella ancora e teorica routine di un passaggio in taxi dalla stazione a un albergo sede del convegno che terrai da li a qualche ora, ti scopri ad ascoltare con piacere  la storia di un tassista, e ad apprendere appunto con sorpresa, l'entusiasmo contagioso di questo. Nel riferirti con gli occhi quasi commossi e gai, una sua determinata passione per la letteratura e per la storia, in particolare delle città, anche diverse da Roma, dove ti stai trovando. E la sua soddisfazione grande, ottenuta quando, pur con questa passione, e la necessità di lasciare precocemente gli studi per vicissitudini di "normali storie di vita famigliari" , ha conseguito poi il diploma di scuola superiore. Da adulto, mentre lavorava, per il solo piacere di studiare. Per il solo piacere di ascoltare una propria esigenza, perseguirla e trovarne soddisfazione nell'averlo fatto. Quella soddisfazione che nessun altro ti può dare, se non tè stesso. Impagabile.

Ancora, la sorpresa nel trovarti ospite a un convegno ristretto per pochi, per studiosi, per appassionati, per ..investitori del proprio tempo sul confronto, la crescita personale, un momento di evoluzione. Si perchè distrarsi dalla propria quotidianità di ambiente frequentato, di condivisioni sociali, di storie da ascoltare, di idee con cui confrontarsi, diventa un momento di crescita ed evoluzione personale.
Cosi come l'uscire dalle abitudini: del mangiare sempre le stesse cose, del frequentare sempre uno stesso posto, di ascoltare sempre e solo una voce.....di pensare, alla fine, sempre nello stesso modo.

E' così che una cena convivale anche esagerata (dal punto di vista calorico, metabolico etc etc ), così dannatamente sbagliata dal punto di vista nutrizionale, diventa così meravigliosamente giusta, dal punto di vista di soddisfazione e piacere conviviale. 
Per il nostro cervello, e per il nostro intestino.

Dove per entrambi invece, è l'abitudine ad essere deleteria:

-nel perdere la possibilità di plasticità e quindi di adattamento evolutivo,

-nel perdere la capacità di sentire e riconoscere, che ciò che stiamo mangiando, o facendo, o pensando (ogni giorno nello stesso modo), in realtà è proprio quello che non dovremmo fare, qualcosa cioè di sbagliato per la nostra salute;

-nel portare all'accumulo di sostanze, o tossine (anche TOSSINE EMOTIVE, o ALIMENTARI), che si trasforma in "intossicazione", e quindi innesco di un meccanismo (infiammatorio) di adattamento a un nuovo equilibrio. Quello sbagliato, potenzialmente di pre malattia o di malattia, che però non siamo in grado di riconoscere.
Se non ci mettiamo nelle condizione di ascoltare, di sentire, di sorprenderci.
Emozionandoci anche in una giornata che, apparentemente, e teoricamente, poteva essere semplicemente l'ennesima giornata di lavoro, dopo una settimana pazzesca di lavoro.


Grazie a tutti quelli che in questi giorni mi hanno sorpreso.

Grazie alla SIKMO (Società Italiana Kinesiologia Medica e Odontoiatrica), e del suo presidente dr Fausto Boschi.

La gentilezza e l'ospitalità vale più di qualsiasi atto" dovuto" e, inevitabilmente, finto.

martedì 9 maggio 2017

Spazio nutrizione 2017


Grandissima affluenza di partecipanti all'evento Spazio Nutrizione che si sta svolgendo in questi giorni a Milano (si, nella stessa zona fiera dove è previsto l'intervento dell'ex Presidente Obama).

Grandissima importanza alla nutrizione nel nostro millennio.

L'alimento come potenziale fattore nemico, vero primum movens di quel processo di Infiammazione cronica silente a basso grado, che rappresenta lo stimolo iniziale della maggior parte delle patologie attuali ( neuro degenerative come la demenza o malattie del sistema nervoso motorio come la Sclerosi multipla o la SLA, o cardio vascolari o metaboliche come il diabete mellito e l'obesità).

Lo stesso cibo, causa possibile di questi squilibri, è contemporaneamente un possibile fattore amico, di supporto, e di riequilibrio dello stato di salute. Sia nella prevenzione che nella cura.

Per le sue capacità di comportarsi talora come vera e propria molecola infiammatoria, o per contro, di stimolo anti infiammatorio, o tal altra come molecola ormonale di squilibrio o equilibrio di determinati assi, o ancora, come fattore di condizionamento metabolico e del sistema dei radicali liberi.

Tutto questo è il cibo che assumiamo quotidianamente.

Per le sue caratteristiche proprie ( il NUTRACEUTICO), per il suo intervento di modulazione del microcosmo intestinale (sul MICROBIOTA), per il suo effetto di neurotrasmettitore sul cervello ( la serotonina, la dopamina, la adrenalina che derivano o meno dal cibo), e per il suo stimolo continuo in senso di attivazione o blocco metabolico, su un organo fino a poco tempo fa considerato solo di stoccaggio (il tessuto grasso).




sabato 29 aprile 2017

Una strategia..anti infiammatoria: l'esercizio fisico


In altri post ho parlato dell'importanza dell' INFIAMMAZIONE, come base di processi patologici a carico del nostro sistema nervoso, immunitario, metabolico e ormonale, considerando questo processo,  come uno stato cronico che, messo in atto dal nostro organismo, inizialmente, per difendersi da un determinato evento che lo allontana da un suo equilibrio (omeostasi), a un certo punto va fuori controllo.



Succede cioè che, di fronte a un evento 'stressante' come un fatto virale, un fatto emotivo, un fatto metabolico etc, l'organismo risponde mettendo in atto un tentativo di 'reazione,  ricostruzione e riallineamento dell'equilibrio che, se protratto, sfocia inevitabilmente a un fallimento. Ossia a uno stato di attivazione cronica,  ma allo stesso tempo inefficace e caratterizzata da:

-scarsa capacità di eliminazione delle tossine e dei metalli pesanti;
-iper espressione anticorpale (che può essere alla base di forme di patologie auto immuni come l'artrite reumatoide e la tiroidite di Hashimoto, o di altre di tipo allergico)  e consensuale:
- ipo espressione di altre cellule del sistema immunitario capaci di difenderci (macrofagi, Natural killer, linfociti cito tossici) nei confronti di patogeni intra cellulari (o CWD: particolari batteri che hanno perso la propria parete per rendersi meno identificabili e quindi aggredibili dal nostro sistema immunitario, come i Mycoplasmi e la Clamidia), e di cellule mutate o cancerose o prodotti di scarto del 'sistema di pulizia 'di cellule vecchie ( apoptosi);
- scarsa reazione di eliminazione di prodotti di scarto del metabolismo endogeno o di accumulo di sostanze esterne (come l' amiloide, gli Ages, o prodotti di glicazione proteica, da zucchero e eccesso di carboidrati raffinati, etc)
-scarsa risposta di eliminazione di TOSSINE PSICO EMOTIVE.

Al pari degli effetti disastrosi che l'abitudine provoca (ovvero inedia per il primo, o anche stagnazione per stipsi prolungate per esempio, per il secondo)  nel sistema nervoso centrale (con perdita della plasticità delle cellule nervose e insorgenza di forme di deterioramento cognitivo fino alle demenze), e in quello digerente (con 'semplice' insorgenza di alterazioni della tolleranza orale e di riconoscimento degli alimenti come benefici o nocivi per noi, o con insorgenza di tumori intestinali per un prolungato tempo di permanenza di un possibile fattore di stimolo cancerogeno proveniente dalla dieta), l' ipocinesia protratta (ossia la riduzione del movimento) comporta alterazioni specifiche del nostro organismo. Non solo, come è inevitabile immaginare, a carico del sistema osteoarticolare, dal punto di vista meccanico e di stimolo all'osteoporosi, e di ipodinia (mancanza di forza e abilità muscolare), ma anche:

- sull'accentuazione dello stimolo infiammatorio di malattie anche articolari (come l'artrite autoimmune),
-sullo stato dell' umore,
-sui livelli di concentrazione e sulle capacità cognitive e comportamentali,
-sul sistema metabolico e ormonale.

Studi progressivi e attuali di conoscenza degli sport e dell' impatto dei diversi tipi di attività fisica sul nostro organismo, hanno permesso di considerare l'attività sportiva come un vero e proprio strumento:

- anti infiammatorio naturale
- anabolizzante
- anti depressivo
- ansiolitico
- immuno modulante 

Se è ormai ben noto che il reclutamento di grandi masse muscolari come avviene nel nuoto, nella corsa, nell'equitazione per esempio, porta alla liberazione in circolo delle ENDORFINE, con funzione di oppiacei a livello del nostro sistema nervoso centrale (tanto da riconoscere il ben noto stato di euforia del corridore), di molecole quali la ANANDAMIDE (termine che deriva dal sanscrito e che significa felicità), di neurotrasmettitori quali la adrenalina, la serotonina e la dopamina, responsabili di una miglior capacità di concentrazione, di progettazione e di funzioni creative e di intraprendenza, oltre che di serenità, e' dell'ultimo decennio l'informazione che il tessuto muscolare (al pari del tessuto adiposo) si comporta da vero e proprio organo Neuro Endocrino.

Tale annoveramento si deve alla scoperta di molecole, cosiddette MIOCHINE, liberate dalla contrazione del muscolo nel corso di determinati esercizi fisici (aerobici ad alta intensità, esercizi di forza e gli allenamenti di tipo a intensità elevata intervallati), che hanno funzione:

- anti infiammatoria :
in particolare l'IL6, molecola conosciuta per essere pro- infiammatoria, induce, quando liberata dalla contrazione muscolare un calo relativo di molecole PRO INFIAMMATORIE ( TNF Alfa, IL1) e l'incremento di altre ANTI INFIAMMATORIE ( recettore solubile del TNF Alfa, recettore antagonista dell'IL-1, e l' IL 10). Tale fatto si è visto essere di enorme importanza nel contrastare la sintomatologia infiammatoria e dolorosa in patologie anche reumatologiche ( come l'Artrite Reumatoide).

-ORMONALE: la riduzione delle molecole pro infiammatorie ( TNF Alfa e IL1) si è visto essere associata alla ipo espressione di un enzima ( l'11 beta idrossisteroido deidrogenasi tipo I) , responsabile della conversione periferica del cortisone nella sua forma attiva ( il CORTISOLO). Evento contrario a ciò che si assiste della obesità viscerale e nella sindrome metabolica, dove vi è una iper espressione dello stesso, con secondario aumento del cortisolo e dell' INSULINA, uno tra i più potenti ormoni dell' infiamamazione sistemica. La persistenza inoltre di elevati valori di cortisolo (ormone glucocorticoide, responsabile di incremento di glicemia e colesterolo) secondaria a situazione di stress cronico e a scarsa o sbagliata attività fisica, porta a una contestuale azione di questo come ormone mineralcorticoide, con conseguente incremento della ritenzione idrica per assorbimento di sodio e perdita relativa di potassio (con conseguente ipertensione arteriosa).

-METABOLICA
Miochine come la BAIBA ( beta aminoisobutyric acid) con una funzione termogenetica e, in particolare l' IRISINA. Si è visto che quest'ultima è responsabile di una conversione del tessuto grasso bianco (WAT) in tessuto grasso bruno (BAT), tramite l'espressione negli adipociti, di una proteine ( la termogenina UCP1), in grado di disaccoppiare a livello mitocondriale, la produzione di calore da quella di energia (ATP). Come avviene negli animali in letargo o nei neonati, viene cioè indirizzata una azione di fosforilazione ossidativa in senso TERMOGENETICO ( termogenesi senza brivido).

- neurotrofica:
La stessa IRISINA e' in grado di stimolare l'espressione genetica della BDNF (Brain derived neurotrophic factor), neurotropina a funzione plastica della cellula nervosa, che si libera fisiologicamente, secondariamente a eventi di ischemia cerebrale,  per un recupero del tessuto.

In altre parole, non è necessario cercare  una fonte di 'sballamento', di euforia e di ben essere, chimica o farmacologia o alimentare (sbagliata) dagli effetti deleteri: al pari di queste, una attività fisica adeguata per intensità e tipologia, sarà in grado di fornirci gli stessi ormoni, e neurotrasmettitori del piacere e della..dipendenza (a ricercare quanto prima quello stimolo di appagamento e godimento), come la serotonina, la dopamina e le endorfine, e allo stesso tempo ci aiuterà a combattere stati di infiammazione cronica ( con un effetto fisico, metabolico, sullo stato dell'umore oltre che delle capacità cognitive)😉.


domenica 16 aprile 2017

gut microbiota as brain pacemaker: la salute dell'intestino alla base della salute del nostro cervello

gut-microbiome


Il secolo corrente, ha portato delle conoscenze, in ambito scientifico, incredibili: nuovi circuiti elettronici o sistemi informatici che, diventati di uso comune ci permettono di rendere APP(plicabile) quasi qualsiasi nuova idea o utilità alla nostra realtà. Nuove galassie. Nuovi organismi. E non parlo solo delle specie viventi scoperte su altre pianeti.

Negli ultimi vent'anni, la scoperta e la approfondita definizione di un vero e proprio micro cosmo biotico, all'interno del ( e sul) corpo umano (che diviene in questo modo un super organismo) ha aperto nuove possibilità di interpretazione, diagnosi e cura, di malattie o disturbi solo apparentemente disgiunti tra di loro. Diverse sono infatti le specie batteriche che popolano diversi distretti del corpo umano tra la cute e tutto il sistema mucosale dell'apparato digerente e di quello urinario. Il sistema microbiotico intestinale (Gut microbiota) da solo, è costituito da circa 100 trillioni di micro organismi (500-1000 specie tra batteri, funghi, virus e altre piccole forme di vita batterica).

Contrariamente a quanto conosciuto, o meglio selezionato nella nostra conoscenza medica superficiale, fino a pochi anni fa, questo micro cosmo batterico, chiamato MICROBIOTA intestinale non svolge solo un ruolo di "presenza" sulla linea di barriera della nostra mucosa intestinale, gastrica e in generale del nostro tratto digerente:

BACTEROIDES (aerobi facoltativi, sono cioè batteri che possono vivere sia in presenza che in assenza di ossigeno), Gram + e Gram -10 UFC.
LATTOBACILLI (aerobi facoltativi) G+ e G-   106 UFC.
ENTEROBATTERIACEAE (aerobie e anaerobie) 104 UFC
STREPTOCOCCHI (aerobi) 104 UFC


Quello che è noto infatti è che oltre a fornire un primo fondamentale apporto nella funzione di barriera difensiva verso l'esterno (batteri, virus, tossine, metalli pesanti etc), la flora batterica intestinale assieme all'integrità della mucosa intestinale sottostante, rappresenta un vero e proprio LABORATORIO all'interno del nostro organismo, capace di fornire, se ben funzionante:

  • energia: ogni alimento che introduciamo può essere adeguatamente scomposto e quindi digerito in modo da utilizzarne al meglio i micronutrienti che lo compongono, consumando (la nostra) energia nel farlo oppure, messo in "stoccaggio" nel nostro tessuto grasso (con tendenza a ingrassare o a trattenere liquidi o a gonfiarsi)
  • sostanze fondamentali per la nostra vita: vitamine (alcune vit del gruppo B, la vit K), alcuni aminoacidi. La stessa Vit B è fondamentale per garantire un efficace metabolismo basale (ossia adeguato consumo energetico). L'aminoacido triptofano, assunto con alcuni alimenti è alla base di un ormone (la Serotonina o ormone della serenità), la cui disponibilità a livello cerebrale dipende dalla produzione dello stesso a livello intestinale. La stessa cosa avviene per precursori della DOPAMINA (l'ormone dell'innamoramento) etc. 
  • difesa immunitaria: più del 50 % del nostro sistema immunitario si colloca infatti nello strato più profondo della mucosa intestinale, condizionata dalla flora batterica profonda. Questa difesa è attiva verso micro organismi e sostanze esterni sia attraverso un sistema di produzione anticorpale, che di altre vie immunitarie (molecole dell'infiammazione o citochine), che risulta efficace, se il sistema flora intestinale-integrità di mucosa è conservato. Quando però, a seguito di situazioni di alterazione della prima (DISBIOSI) o di processi infiammatori della seconda (sindrome dell'intestino impermeabile, sindrome dell'intestino gocciolante o permeabile, o altre malattie croniche infiammatorie intestinali) questo sistema viene alterato, viene persa di conseguenza non solo la funzione difensiva verso l'esterno, ma anche la capacità di riconoscimento di sostanze proprie dell'organismo. In altre parole, cellule o parti del nostro organismo vengono attaccate dal nostro stesso sistema immunitario: cellule della tiroide nella tiroidite autoimmune, cellule della mucosa intestinale o pancreatica in alcune forme di diabete e nella celiachia, cellule delle cartilagini o parti della sinovia in alcune malattie reumatologiche etc. 
  • ormoni e neurotrasmettitori: molecole (dopamina, serotonina, acido gamma amino butirrico -GABA-) che rappresentano vere e proprie parole di un linguaggio con cui cervello e intestino sono in continua comunicazione. Non solo "dall'alto verso il basso", ma anche viceversa. Ciò significa che non solo il nostro sistema nervoso condiziona la salute del nostro intestino ma lo stesso umore, alcune capacità cognitive come la concentrazione, la memoria, il comportamento, la "lucidità mentale" dipendono dalla salute del nostro intestino. O meglio, della flora batterica intestinale e della sottostante mucosa.

Le condizioni che portano ad una alterazione della flora batterica e ad una alterazione dello stato di salute dell'intestino, portano ad un sovvertimento delle funzioni nobili e indispensabili di questo magnifico laboratorio che lavora per noi!

-Farmaci estroprogestinici (pillola anticoncezionale per es) per tempo prolungato, farmaci che abbassano l'acidità dello stomaco e, inevitabilmente quella dei tratti intestinali più a valle alterandone di conseguenza la funzionalità, alimentazione troppo ricca in conservanti, alimenti lievitati di tipo industriali, cereali e altri alimenti raffinati etc, portano per prima ad una alterazione della flora batterica intestinale (che si definisce disbiosi intestinale)
-situazioni più o meno croniche di alterazione della motilità intestinale (stipsi, situazioni colitiche con alvo diarroico prolungato, tipiche del quadro di colon irritabile) o alterazioni più profonde e stabili della mucosa intestinale (in situazioni di patologia come la sindrome dell'intestino permeabile, il Morbo di Crohn etc) portano ad una perdita della funzione della difesa e ad una persistenza di uno stato infiammatorio.
Quello che è noto però è che i due punti sopra si condizionano reciprocamente non solo nel rendere meno efficace quel laboratorio (nella funzione digestiva, di assorbimento e di consumo di energia per smaltire i nutrienti assunti) ma anche nel renderlo esso stesso foriero di molecole quali:

  • ROS: molecole reattive dell'ossigeno o radicali liberi, alla base dei meccanismi di invecchiamento e di danno cellulare
  • molecole di infiammazione (citochine) in grado di indurre non solo una perseveranza dell'eventuale processo infiammatorio intestinale di base, ma anche situazioni di danno cerebrale, e dell'organismo in generale
  • ormoni dell'infiammazione: in contrasto con altri ormoni del nostro organismo, portano ad una alterazione di altre ghiandole (tiroide, pancreas, ghiandole sessuali maschili e femminili)

E' quindi è fondamentale mantenere la individuale e specifica funzione settoriale dei tratti del sistema digestivo, che si contraddistinguono sia per un adeguato ambiente acido o basico (un ambiente più acido per lo stomaco serve per la digestione delle proteine, uno più basico per il duodeno e l'intestino tenue serve per l'assorbimento in generale e per le funzioni di difesa e antitumorali), ma anche per quello batterico.

Già la modalità con cui nasciamo (passaggio fisiologico attraverso il canale del parto o parto cesareo) condiziona la colonizzazione batterica (più, o meno fisiologica) del nostro intestino a partire dalla nascita. La nostra modalità di vivere, compresa quella di arrabbiarsi, quella di mangiare, quella di fare attività fisica e quale sport, e l'uso adeguato o improprio dei farmaci, fa in modo che questa colonizzazione venga continuamente modificata lungo tutto il corso della nostra vita.
Sono talmente importanti le funzioni di interazioni di questo MICROBIOTA intestinale con il nostro sistema immunitario, quello ormonale, quello metabolico, e addirittura quello genetico, che gli studi recenti permettono di definire a intervalli di tempi ravvicinati, sempre più specie batteriche e le loro funzioni.
Tanto da scoprire per esempio:
  • alcuni batteri della specie BIFIDO (i bifidobacterium infantis per esempio) definiti come i "PSICOBIOTICI" che, se presenti in modo congruo o se assunti all'occorrenza in adeguata quantità, modulano lo sviluppo di situazioni di ansia più o meno fisiologiche (stress da esami, da scadenze, dal parlare in pubblico, paura di volare etc) o patologiche (stadi depressivi o disturbi del comportamento ossessivi o autismo o disturbi dell'attenzione nel bambino)
  • altri della specie Lattobacilli come i modulatori dell'espressione fenotipica di patologia su basi autoimmuni come il morbo celiaco 
  • altri in grado di condizionare la scomposizione di aminoacidi assunti con gli alimenti, prevenendone la conversione in metaboliti ormonali non più attivi: è l'esempio del 5 idrossitriptofano che, presente in adeguate quantità arriva nella barriera ematoencefalica come SEROTONINA 
  • altri che modulano la proliferazione batterica di determinati ceppi, in grado di indurre altrimenti, una fermentazione alcoolica in grado di produrre situazioni di STEATOSI EPATICA (EPATITE allo stadio iniziale non su base alcoolica alimentare), anche in chi è astemio.
  •  Lactobacillus Ramnosus: in grado di favorire la produzione, a partire dai carboidrati della dieta, di fibre insolubili del tipo Fruttooligosaccaridi (FOS) come l'acido butirrico, così importanti per proteggere l'integrità della mucosa stessa (integrità delle Tight Junctions), e difenderla da insulti esterni anche di tipo cancerogeno;
  •  altri della famiglia dei BIFIDI, in grado di sfavorire la conversione dei nitrati (sostanze usate come conservanti in molti alimenti, soprattutto insaccati), in nitriti (con elevato potere cancerogeno)


 (Smith, 2015; Dinan, Stanton, e Cryan 2013)










giovedì 16 marzo 2017

Madagascar: il diario 5



I paradossi..
La realtà che ho visto in questi giorni, e' piena di paradossi, che ho riscontrato nelle persone che ho incontrato durante le visite in ospedale .

L'accettato: 
un ragazzo accettato in testa a seguito di una lite: 'rattoppato' alla ben e meglio, nel miglior ospedale del Madagascar. Ha continuato la sua normale attività lavorativa per una settimana per poi recarsi in urgenza nuovamente in quel l'ospedale e, viste le condizioni disastrose delle ferite ( non entrerò nei dettagli), è stato inviato urgentemente al nostro ospedale. Le 'cure' cui è stato sottoposto erano state tutte a pagamento e il paziente era della categoria 'benestanti'. Paradossalmente solo l'arrivo da noi, in una struttura di erogazione di cure e farmaci gratuita, poteva assicurare al paziente le cure minime necessarie : sebbene le risorse dell'ospedale, e le prestazioni di medici non specialisti (per esempio in questo caso chirurghi plastici che non c'erano) potevano sembrare a noi occidentali minimi e forse non sufficienti a scongiurare gravi complicazioni, erano comunque di altissimo livello rispetto a quelle dell'ospedale malgascio, e a quello cui il popolo può ambire. Ben sapendo, noi medici, che la scelta della cura doveva essere oculata in base anche alle nostre risorse di disponibilita' dei famaci, della possibilità che il paziente sopravviva, o della necessità, per contro, di preservare quelle risorse per un altro paziente con una aspettativa di vita maggiore.

Il morso dell'albero..
La puntura di uno scorpione, di una scolopendra, di un ragno o di un insetto, spesso viene passato dal paziente, come  il 'morso dell' albero'. Poiché raramente la persona che viene in ambulatorio indipendentemente dall'età, ha una conoscenza o una consapevolezza di possibili pericoli, o di circostanze di causa (la puntura di un insetto per esempio) e effetto ( il gonfiore nella sede del morso o le complicazioni legato a questo).

La 'non crisi ipertensiva':
Nel mondo occidentale si definisce una crisi ipertensiva quando valori della pressione arteriosa sono estremamente elevati, e fuori dai range di normalità, in un tempo quasi improvviso o comunque acuto e, auspicabilmente, di breve durata.
Qui ciò che si riscontra in visita invece, sono valori elevatissimi di pressione arteriosa, associati già a segni elettrocardiografici di ipertrofia ventricolare ( ingrossamento del cuore secondario al 'super lavoro') , che NON devono essere abbassati ne' rapidamente ne' troppo, per non alterare l'equilibrio di sopravvivenza che quella persona aveva attuato, e chissà da quanto tempo. Ovviamente senza lamentarsi mai di alcun sintomo ( cefalea, astenia etc..) 

La bambina con il braccio rotto:
Una bambina di circa tre anni ( qui per definire l'anno di nascita si scrive : vers, ossia circa): arrivata nel nostro ospedale e trattata in urgenza;  la bambina non ha mai pianto. Ne' si è mai lamentata. 

Probabilmente le persone qui hanno la stessa soglia e percezione del dolore rispetto a noi ( in modo comunque diverso da persona a persona , come succede per noi) : ma l'espressione del dolore o del disagio e'diversa ..(quasi mai esternata, oppure come nel caso del paziente accettato o della donna in travaglio o della colica renale, solo con un minimo movimento del piede o della mano o con una piccola smorfia del viso).

E ci sarebbero tanti altri casi da descrivere.

Prima di partire, già in città e con le valigie pronte e in attesa della macchina per l'aeroporto, mi è stato chiesto di visitare una signora.
Per un problema ginecologico, la stessa si era già rivolta all'ospedale malgascio e aveva già fatto almeno cinque accertamenti ecografici. Riassumerò l'accaduto dicendo che questa donna , considerata tra le 'benestanti e acculturate' (sapeva parlare infatti francese) desiderava che io la visitassi per impostare una terapia che avrebbe recuperato, quando possibile e cioè tra un mese, al nostro ospedale, in attesa anche dell'intervento che avrebbe fatto nella stessa occasione. Questo pur sapendo che le nostre risorse sono minime e che gli specialisti ( in questo caso il ginecologo) vengono a turni, dovendo perciò aspettare il momento in cui sarebbero stato presenti.
Le aspettative riposte da lei nella mia 'semplice'  visita e nel mio consiglio, assolutamente non supportate da una terapia da poterle consegnare, erano fortissime,  rispetto alla realtà per cui lei comunque, non avrebbe avuto i soldi per continuare ne' le medicine già iniziate ne' per affrontare l'intervento nell'ospedale malgascio ( ne' la certezza del buon esito).


I paradossi che io ho visto sono due:
Da un lato situazioni di malattie o di scompensi o di aberrazioni 'della normalità ' dello stato di salute, con cui le persone convivono senza avere la possibilità di curarsi.
Dall'altro la mancanza di percezione di questi disturbi con i quali le persone convivono da sempre . E soprattutto la mancanza di percezione o di intuizione che minimi accorgimenti ( come quello di evitare di mettere la gamba con una fiera aperta sotto la sabbia, o di far giocare i bimbi nella sporcizia più assoluta) possano aiutare molto ad evitare epidemie di ogni tipo.

Mi chiedo qual'e' il confine tra la mancanza di cultura di una popolazione,  e l''incoscienza'  nel senso di non percezione, non attenzione e quindi mancanza di evoluzione .

So bene che la storia ci insegna che dove c'è povertà c'è malattia , ma la mia esperienza di aver toccato con mano anche la mentalità di questo popolo, mi fa riflettere appunto su quanto, la mancanza di cultura si associ, inevitabilmente o meno, anche alla mancanza di un semplice atto di protezione o di prevenzione. Che dai più verrebbe interpretato come intuitivo, e non per forza insegnato .

Questa esperienza mi ha inoltre, fortissimamente ( e spero per me, visceralmente) ricordato, di quanto tempo si spreca, nella nostra quotidianità di occidentali ( almeno della nostra terra, e della nostra realtà) a fissarsi su un pensiero paranoico, su un sintomo 'inutile' ( un espressione cutanea come può essere la vampata di calore, o la sudorazione, o episodi di  colite) o, soprattutto su pensieri ossessivi che riguardano una percezione del nostro fisico  etc. Che magari ci portano a vivere quotidianamente, limitandoci, privandoci della libertà del fare e del sentire, e avendo paura. Di tutto... Anche di ingrassare (!!!!)
E mi ha ricordato anche quante volte in ospedale o in visita, noi medici dobbiamo affrontare situazioni di pazienti con assoluta mancanza di attenzione per se stessi e di interesse a impegnarsi a guarire. Che delegano invece questo atto al farmaco ( che per lo più sara' dato dal medico o preso autonomamente dal paziente, in eccesso e forse con superficialità) o esclusivamente al medico.
Come se niente fosse prezioso o avesse importanza ( al contrario di quello che io ogni giorno ho visto qui).

.. Stremati da un viaggio in fuoristrada per dune scoscese e 35 gradi, e 'strade' fatte da solchi profondi e praticabili solo da alcuni, passando altri tratti invece che sembravano guadi di un fiume (ma che erano solo 'strade' allagate), quasi in prossimità della meta, nel viaggio in direzione dell'ospedale, è capitato qualcosa di illuminante. Gli autisti che conducevano la macchina, una volta fermati, aperto il cofano, e fatto 'esplodere' il tappo del radiatore che si era surriscaldato, sono scoppiati a ridere (aspetto comune che ho riscontrato in quasi tutti i malgasci conosciuti lungo il mio cammino). Di fronte alla nostra iniziale preoccupazione, hanno continuato imperterriti a rilassarsi e, semplicemente, ad aspettare, che il motore si raffreddasse e ripartisse.

La morale probabilmente e' che, se qualcosa non dipende da te, la scelta che puoi fare è stressarti e preoccuparti o aver paura ( non cambiando comunque la situazione), oppure prenderla con leggerezza e fiducia, ed aspettare (magari dando spazio a nuove sensazioni o a confronti con persone che altrimenti ti precluderesti ).


Madagascar: il diario 4



Il sorriso...

Quello che accomuna le giornate,  in questa esperienza umana e lavorativa, e' il sorriso.

Dei bambini che ti rincorrono, in modo allegro e per nulla invasivo mentre cammini attraverso il villaggio, avvolgendoti nella loro allegria inevitabilmente contagiosa, fatta anche di gridolini o di urla giocose risultato del semplice passaggio del medico wasa. O del fatto che tu, inconsapevolmente, hai fatto qualcosa di assolutamente ridicolo ai loro occhi (come per esempio correre sotto lo scroscio improvviso di pioggia, invece di fermarti ed assaporarla sul tuo viso).

Dei ragazzi che in ambulatorio sono i nostri traduttori (dall'italiano o dal francese al malgascio): quando di fronte a una nostra mancanza di comprensione di un sintomo riportato dal paziente o di una mal interpretazione dello stesso, sfoderano risate o sorrisi che nulla hanno a che fare con una presa in giro o con un denigramento, ma solo con una spontanea espressione di incredulità e stupore. Che porta appunto a sorridere con te, e non di te.

Degli anziani che per tutta la durata della visita, nella loro silenziosa sofferenza, rispettosamente ti guardano e ti ascoltano, pur non capendo ancora le tue parole, per poi comprendere ( con l'aiuto del traduttore) la tua spiegazione del loro problema e la cura che gli fornisci. In quel momento, salutandoti e forse con un inchino, ti sorridono anche con la gratitudine del cuore.

Dei pazienti  e dei traduttori che mentre tu cerchi di capire qual'e' il problema, alla semplice domanda: "quante volte? oppure si o no? oppure dove?", impiegano circa mezz'ora ad esprimere il concetto . E nel momento in cui, inevitabilmente gli si rifà la domanda, scoppiano a ridere tra di loro perché, nella loro discussione, convergevano anche discorsi , chiacchiere e pettegolezzi del villaggio (inspiegabilmente inseriti nel contesto di quella domanda così diretta fatta inizialmente ..)

E delle persone che incontri per la strada: di qualsiasi età, uomini o donne, pazienti appena dimessi, o lavoratori del villaggio, e soprattutto bambini. 

Da questi il sorriso, che parte prima dai loro occhi, e poi dalla loro bocca, ti scalda e dissolve all'istante, i tuoi pensieri.

Anche questo porterò a casa. E di questo sicuramente, non mi dimenticherò mai.