giovedì 16 marzo 2017

Madagascar: il diario 3



Sull'amore..

Ovunque l'amore ha mille facce.
Quella dell'attenzione, quella del rispetto, quella della cura per un altra persona.

Qui esiste un 'amore libero' di chi, non ancora sposato ha molte donne, correndo però il rischio  di agguerrite espressioni di gelosia da parte di una o dall'altra.

C'è l'amore per il proprio caro, nel momento in cui ha bisogno di cure o quando, in vicinanza del trapasso per malattia, il desiderio è quello di accompagnarlo alla morte tenendolo a casa, assieme a tutte le persone amate.

E poi c'è la cura e l'attenzione per i propri figli: è l'amore puro . In cui vengono coinvolti non solo i genitori, ma anche i fratelli o le sorelle ( che spesso sono in molti, con una media di quattro- cinque figli) o i parenti , che prestano la loro cura nell' accudimento  del bambino, o nel portarlo dal medico ' wasa'.'

O forse l'amore è l'espressione di rispetto, nell'inchinarsi, togliendosi il capello nel
momento in cui si incontra un medico 'wasa', nel togliersi le scarpe entrando in ambulatorio, o ringraziandoti anche se 'aggiusti' la frattura del braccio di suo figlio di tre anni, con i mezzi che hai a disposizione .

Oppure l'amore è occuparsi del paziente che ️hai davanti, qualsiasi sia la sua età, con la cura e la premura come se lo stessi facendo in quel momento per tuo figlio o per un tuo caro. Non accorgendoti del colore della sua pelle. 

Nello stesso modo in cui, passeggiando per il loro villaggio, sei accolta e 'abbracciata' dal loro saluto e dal loro sorriso. Non accorgendoti ancora una volta che hanno  un colore di pelle diverso dalla tua.
Forse, riuscendo così a far tesoro di questa sensazione e di questa percezione, per quando rientrerai nella tua città, prima di seguire scontatamente il sentire della massa che diventa giudizio aprioristico, e molte volte guidato da qualcuno che niente ha a che fare ( e mai ha avuto a che fare) con questa umanità e questa verità, e che pensa di dettarti le regole di ciò che è giusto o sbagliato. O almeno fa di tutto per indurti a odiare, disprezzare o denigrare, la stessa persona che qua, vedi con occhi diversi.

Forse con gli occhi dell'amore per la vita.

Forse anche questa è una forma di amore .

Madagascar: il diario 2



... Ci sono molte cose che non vanno bene.
Nell'alloggio dove stiamo, e del quale dobbiamo occuparci noi completamente 'nel tempo libero'  per la pulizia e l'aspetto alberghiero, tornando stanchi morti dell'ambulatorio o nella pausa 'bicchiere di acqua' , c'è totale mancanza di igiene. 

O ce ne occupiamo noi appunto, cercando però di far fronte anche alle indigenze lasciate dai nostri predecessori che noi abbiamo sostituito, o tutto si accumula.

Per fortuna ci sono le zanzariere che ci proteggono da ogni forma di insetti, blatte, zanzare, pipistrelli.

E l'igiene di ogni stoviglia o presidio che viene utilizzato per il nostro vitto, non è certa. O meglio , si pensa che sia in minima parte sicura ( perché sappiamo che l'acqua che beviamo proviene da un pozzo periodicamente controllato, almeno grossolanamente), per poi scoprire che la verdura che si mangia e' stata prima lavata con IL SAPONE per i piatti, per ' sterilizzarla' seguendo il consiglio di qualche fantasioso collega che ci ha preceduto.

E la permanenza e il giro in ambulatorio e reparto, non è da meno per difetto di igiene. Anzi, molto peggio.

Il personale dell'ospedale non usa i guanti passando da un paziente all'altro, né le mascherine (né le fa usare al paziente che ha davanti, con conclamata Tubercolosi), nè si cambia durante la pausa della mattina dove , dall'ospedale ci si sposta nella corte di alloggio e vitto di tutto il personale. Ne' c'è qualcuno, prima del mio arrivo, che si sia mai preoccupato di pulire i ripiani ( dai ragni, le loro uova, gli escrementi di pipistrelli) dove sono sistemati i farmaci, nè gli strumenti preziosi come gli ecografi, nè i tavoli su cui noi medici scriviamo le cartelle, forniamo i farmaci ai pazienti, e con loro condividiamo lo spazio. Anche con quelli che vengono con diagnosi di scabbia attiva, o di altri parassitosi contagiose cutanee.
Dimenticandosi che nelle settimane precedente al mio arrivo e nella prima della mia permanenza, quasi ogni membro dell'equipe medica o infermieristica e' stato colpito da Giardia, Ameba, e malaria.

Come se , il nostro livello ' culturale e di intelligenza' rispetto a quello degli autoctoni , non dovesse essere usato per progredire. Come se dovessimo noi adattarci a quei fattori ( in primis l'igiene e la sicurezza personale) che fanno la differenza nelle società 'evolute' dal punto di vista sanitario.

Per poi sentirsi riprendere, dal 'gestore ' del luogo, 'ministro della sanità di turno' che nulla ha a che fare con la medicina e con il sentore di quello che noi si fa o non si fa in ambulatorio, perché, dopo una guardia in cui non si è chiuso occhio, e, tra le altre cose, si è interagito con persone ( pazienti) che non parlano nessuna delle lingue che parli tu e che nemmeno capiscono i gesti, ti sei presentato la mattina successiva a far colazione alle 6.15 invece che alle 6.

Come se, l'animo umano fosse comunque portato a travisare le priorità, i valori, e i ruoli, non solo e tanto dal punto di vista gerarchico, quanto di impegno e di fatica profusa. 

Ma tutto questo non mi basta. 

Per non accorgermi di quello che vivo ogni minuto, per non percepire il sentore di 'qualcosa' che va al di la della forma, della parola, e dell'abito. E che molto ha a che fare invece, con la vita. E con la morte.
Ma non come la intendiamo noi, come cioè uno spauracchio che ci illudiamo di rifuggire  per tutta la durata della nostra esistenza, probabilmente sbagliando. Ma cercando invece di vivere ogni giorno, come fosse l'ultimo ( o il primo); e, invece che egocentricamente, anche nell'attenzione verso chiunque ci sia accanto in quel momento. Temendo (da noi) quello che sarà l'ultimo giorno, e pensandolo con paura. Paura verso l'ignoto, verso la fine di tutto. Correndo il rischio così di rimpiangere tutto il tempo sprecato, mentre abbiamo 'vissuto', temendo,  invece che rispettandolo, questo momento. Rispettando così la vita.
Come fanno qui.

La povertà e' una realtà che probabilmente livella gli esseri umani: perché non permette che si diffonda la cultura, e quindi il confronto, e la conoscenza di proprie resilienze e capacità più o meno nascoste, precludendo la possibilità di evolvere. ️Ma è anche un 'livellamento' probabilmente che ha una sfumatura positiva ( rispetto al nostro vivere). Perché non ti induce ad ambire e in particolare ambire a risultati troppo lontani dalla tua possibilità, di adeguarti a 'forme e comportamenti' che non farebbero parte della tua indole ma che la società ti richiede; e che quindi non ti porta a invidiare. Ad essere triste perché non hai questo o quello o perché lui ce l'ha e tu no. 

La povertà ti da la possibilità, in questo 'livellamento umano' di vivere insieme, arrabbiandoti, scontrandoti, dicendo la tua, ma non in modo ipocrita, ma sincero. Per poi ritrovarti con il tuo vicino quando il tuo caro ha bisogno di aiuto, quando c'è la capanna da costruire, o l'alluvione che ti ha allagato il campo. O per ritrovarti alla sera, all'ora del tramonto, a preparare la cena con quello che hai. Che la natura ti ha fornito. E che probabilmente sarà molto sbilanciato dal punto di vista nutrizionale, ma ti permette di dar da mangiare ai tuoi cari  e ai tuoi innumerevoli figli. Che mentre cucini, sono a giocare a pallone, con un bastone e il copertone di una gomma, o con dei pezzi di legno che rappresentano qualsiasi cosa la tua fantasia riesca ad immaginare. Felici e con dei sorrisi, che chi, come noi, vive nella società esattamente opposta a questa, 'ricca, acculturata ed evoluta' , si dimentica di fare. Anche per una sola volta al giorno .

In questa realtà non hai il tempo per lamentarti, nè per manifestare un dolore (anche se è quello di un travaglio in atto, di una colica renale, o di una pugnalata). Perché comunque devi andare avanti (figurarsi se sai cos'è il disagio che ti auto crei se sei in epoca di menopausa e hai vampate di calore, che per la società diversa da questa, ti condiziona a tal punto, da viverle come qualcosa di 'sporco, sbagliato o frustrante' , in un meccanismo vizioso negativo infinito). Solo i bambini molto piccoli 'si permettono' di piangere quando ti vedono: il medico wasa (bianco) che li visita fa paura, e non sempre basta la tua carezza, il tono dolce della tua voce, o la cura della mamma che li culla a calmarli.

Questa è il significato probabilmente di questa povertà, di chi non ha mai provato altro, se non questo. E che ha come scopo, nella vita, alzarsi, procurarsi il cibo, VIVERE, anche divertendosi, CANTANDO e BALLANDO con gli altri. 
E lavorare con l'unico scopo di procurarsi i denari per fare una tomba decorosa. Nel rispetto degli spiriti che si occuperanno dei suoi successori.

Madagascar: il diario 1

ciao..

Qui è tutto un esperienza pazzesca, sia per gli strumenti che abbiamo a disposizione che dal punto di vista umano che di fine terapeutico: si deve decidere se iniziare una terapia, anche se importante, in base alla possibilità che il paziente torni, altrimenti va sprecata !

Di esami strumentali abbiamo solo un emocromo e vetrino per goccia spessa (per diagnosi di malaria), e parassiti su feci e urine. Avevamo un Rx che si è rotto prima che io arrivassi. C'è un ecografo...

I ragazzi che lavorano qui molto esperti anche se neolaureati sono davvero molto bravi ( più di tanti colleghi, che ho incontrato lungo il mio cammino). Ps le prime due ore in ospedale ️ero affiancata a un medico esperto , dalle successive sono stata chiamata da tutti per consulenze ..😁

Dal punto di vista medico vedo cose che in tanti anni di reparto in medicina non avevo mai visto: 
come la probabile cardiomiopatia dilatativa di una signora di quarant'anni che aveva uno scompenso di cuore completo  (ma che ho dimesso ben compensata), o il pseudo croup di un bambino di un anno (laringo spasmo che può portare a morte se non trattato in breve tempo) che probabilmente ha anche una malacia, o sintomatologie varie di bambini, stranissime che poi si scopre essere su base parassitaria ( giardia, ameba, ascaridi, bilharzosi).

E il parto...

Pazzesco: ero di prima guardia di notte con una infermiera che è scesa con me da Trieste a che lavora in stroke unit. È arrivata la sigora che lamentava.. MARARI. Che vuol dire dolore. Considera che di notte non abbiamo un traduttore. Ho visto che era incinta e ho capito che il dolore era da contrazioni. Calcola che qui hanno una sopportazione del dolore pazzesca, la donna era praticamente in travaglio e il  massimo che ha fatto è stringermi un pò il braccio con cui la tenevo in piedi, e storcere un pò il naso dal dolore.
....la prima cosa che ho fatto è valutare contratture dell'addome e misurare i parametri, e visitarla esternamente: aveva perdite di sangue, l'addome era molto teso, la pressione 170/100. 
Il mio primo timore (oltre al fatto che intuivo che stava per partorire anche se poi abbiamo capito che non era proprio di nove mesi) era che fosse in gestosi..( situazione molto problematica per mamma e feto) 
...La seconda cosa che ho fatto è portarla in ecografia e metterle una sonda sulla pancia per capire se c'era il battito del feto .. E c'era, di un cuoricino molto basso vicino alla pelvi... Perciò si confermava il travaglio in atto (ovviamente non c'era dato di sapere se avesse rotto le acque..)
..La terza cosa che ho fatto ( pur non sapendo di preciso cosa avrei trovato), è fare un esplorazione vaginale.. E ho sentito inequivocabilmente la testa del feto ...

Tutto questo ad istinto... Mai visto nè studiato nulla...
A quel punto ho svegliato i colleghi e un infermiera che aveva esperienza con i parti anche perché temevo ci fossero complicazioni:
loro erano un po più 'svezzati' ma anche loro ( i colleghi) alla prima volta... L'abbiamo distesa e fatta spingere .. È uscita la testolina ma la mamma si era fermata ... Tutti guardavano e io ( sono molto orgogliosa di questo) l'ho fatta contrarre e spingere perché temevo soffrisse il feto...abbiamo controllato che non ci fosse il cordone attorno al collo .. Ed è uscito......
Abbiamo subito aspirato del meconio (avevo preparato l'aspiratore) , ho tagliato il cordone, ho visitato il bambino che nel frattempo aveva già pianto e aperto gli occhioni: all'inizio ventilava solo un polmone poi dopo un altra aspirazione, anche il secondo... Il bambino era posto (anche se ho continuato a monitorare la ventilazione, la saturazione e la temperatura oltre che il cuoricino .)
Subito dopo la mamma: mi ricordavo che ci fosse una placenta da espellere .. Ma lei era stanca.

L'ho stimolata molto ( suono della voce e gesti... perché continuavamo a parlare due lingue diverse)  e preparato l'ossitocina se non la espelleva...poi l'ho fatta mettere in piedi ( qualche minuto anche prima del parto)... Massaggiato la pancia ed è uscita.. Non tanto sangue e abbiamo controllato che fosse intera... Poi monitorata ... Tutto bene.... E tutto ad istinto 

I ragazzi mi  hanno suggerito la necessità di iniziare terapia antibiotica sia per la mamma che per la bimba perchè c'era il meconio ( da una precedente esperienza raccontata). E così abbiamo fatto.
Fantastico. . E poi lei mi ha detto Merci..

La bambina si chiama Arlina.

Le abbiamo già dimesse ieri..

.. è difficile descrivere questa esperienza.. Una delle più faticose della mia vita ( e sai che io non sono un agnellino).. Appena oggi non ho preso sali perché mi sentivo svenire ( ogni giorno era così, più volte al giorno) .. Appena questa notte ho riposato per i 35 gradi.. E poi ci sono gli odori e la sporcizia tremenda . Che tutto insieme ti obnubila il cervello.... Ma riesci a ragionare lo stesso, usando risorse che neanche  sapevi di avere .....
Ti confesso che scrivendo mi emoziono perché rivivo tutto ...  

E poi ci sono un sacco di rischi che ti dirò quando rientro .. molti di noi si sono già ammalati di tutto, meningite da malaria compresa.

️Ma è un esperienza che augurerei a tutti di fare: ti ricorda di non dare per scontato nulla, ti ricorda che hai delle risorse da cui attingere per trovare la soluzione più efficace e più pratica, ti ricorda.. L'umanità dell'essere umano, per cui ti assicuro,  che la persona che visiti non ha alcun colore. E ti fa dimenticare tutti i tuoi pensieri o problemi: vengono spazzati via di fronte alla sopportazione di questa gente a tutto, alla loro filosofia di vita ( non hanno niente e quindi non hanno bisogno di niente), ma soprattutto davanti all'energia trasmessa dal sorriso dei bambini. 

Bellissimo

Viaggio in un mondo sconosciuto come medico volontario: il Madagascar

cari lettori...

quelle che seguiranno, saranno pagine di un diario che ho tenuto durante la mia recentissima esperienza come medico volontario in Madagascar.

Ho deciso di pubblicarle, nella speranza di "contagiare" il maggior numero possibile di coloro che le vorranno leggere, con la bellezza del cuore, oltre che degli occhi, che questa esperienza mi ha lasciato. E con le emozioni vissute, e "catturate" in quelle pagine. Con l'intento di non dimenticarle mai.

Segnalo fin da ora che alcuni dettagli potranno essere forti o molto tecnici, ma non ho voluto cambiarli per mantenere la forza emotiva che ho avuto nel scriverli.
Sono rispettati tutti i diritti di Privacy e di anonimato.

Vi ringrazio sin da ora se avrete voglia di usare il vostro tempo per leggere queste pagine, e se vorrete condividerle con chi desiderate. 

Sempre con l'intento di...ricordarci. Che la nostra quotidianità non deve essere una quotidianità fatta solo di esternazione di problemi, di centratura su problematiche solo apparentemente insuperabili e , soprattutto, di indifferenza o, peggio, di odio o "ribrezzo" verso altre creature di colore o pensiero diverso dal nostro.

Grazie

Monica Bossi

sabato 28 gennaio 2017

Alicamenti o alimenti funzionali: utili, necessari o dannosi?




Tema attualissimo, è stato affrontato nel corso della diretta, nella trasmissione PATTI CHIARI, sulla rete nazionale svizzera venerdì scorso, dove sono stata ospite.

Dai servizi svolti, il messaggio arrivato ai più, è a tratti sconfortante, rattristante ma sicuramente fonte di confusione. 

Gli argomenti affrontati sono stati sostanzialmente i seguenti:
- gli yogurt addizionati di probiotici, sono veramente in grado di apportare i fermenti lattici utili per garantire un corretto funzionamento del sistema digestivo, di quello immunitario e di quello cardiovascolare?

-Gli alimenti addizionati in vitamine sono realmente utili per riequilibrare il nostro fabbisogno quotidiano, senza incorrere rischi di sorta per la nostra salute?

-le "insalate" sono realmente alimenti che facilitano il dimagrimento?

Ciò che è emerso è quanto segue:

a) dei probiotici addizionati agli yogurt testati, il quantitativo che arriva al nostro intestino (loro target d'azione) non è sufficiente per esplicare la loro azione, ridotto al minimo dopo l'aggressione avvenuta nell'ambiente acido dello stomaco.
E' incontrovertibile d'altro canto, che i fermenti lattici presenti nel nostro organismo e chiamati "flora batterica", svolgono un ruolo di contributo fondamentale non solo per la funzionalità digestiva (meteorismo, regolarità dell'alvo), ma anche per l'equilibrio del sistema immunitario (sia come battaglione di difesa per agenti batterici o virali esterni, sia di controllo di "soldati ribelli" espressi negli auto anticorpi che stanno alla base di molte patologie su base autoimmune), di quello metabolico (un vero e proprio laboratorio che utilizza, scomponendoli in nutrienti ed energia, o mette in riserva, facendo ingrassare, il cibo che introduciamo), di quello cognitivo e dell'umore, e dell'interazione continua con il nostro genoma*. Affinchè tutto ciò sia possibile però è necessario che l'alimento, o  l'integratore quando necessario, sia scelto in base al suo contenuto in numero efficace (molto elevato ) di batteri , e di specie diverse, capaci anche di resistere all'acidità dello stomaco, primo tratto che devono affrontare (situazione che comunque può variare in piccola misura da soggetto a soggetto, in relazione allo stile di vita alimentare e di abitudini voluttuarie dello stesso). 

b) degli alimenti addizionati di vitamine, la questione centrale che ci si pone riguarda più aspetti:

-le vitamine aggiunte sono veramente in grado, per quantità o tipologia (sintetiche o naturali) di portare il beneficio promesso?
-è possibile che il loro accumulo (in particolare per quelle grasse, nel sistema adiposo, o dei minerali aggiunti) non porti invece possibili rischi per la salute?
-quanto è verosimile che assumendo quell'alimento per cui siamo attratti per la presenza di una determinata vitamina, incorriamo invece nel rischio di accumulo o di introito quotidiano eccessivo (se ripetuto e costante) di altre sostanze contenute in quella bevanda, che nulla hanno a che fare con le nostre reali esigenze del  momento (zuccheri in eccesso, additivi e conservanti o altro)?

c) esistono veramente "insalate bugiarde": 
-quelle in cui di "insalata" c'è solo il verde di una fogliolina, ben contornata però da condimenti che non hanno nulla a che fare con gli ortaggi
-quelle che, anche per il motivo sopra, si accompagnano ad alimenti troppo "sbagliati" perchè infiammanti ( es: carne affumicata, mais in scatolette, formaggi grassi, salse, crekers o surrogati di cereali troppo cotti o fritti e raffinati, etc), che alla fine annullano l'effetto benefico delle verdure
-quelle che vengono utilizzate in sostituzione di un pasto (e che possono comprendere i due punti sopra) con l'idea che siano dimagranti o "leggere"

A parità o addirittura superiorità di calorie presenti in un insalata, la qualità della stessa si definisce per:

-il potere "infiammante" degli alimenti eventualmente contenuti
-il potere di innalzare la glicemia dopo averla mangiata
-la capacità di consumare, paradossalmente, più energie avendo quindi un effetto "dimagrante", favorito dall'impegno che il nostro organismo intestinale e quindi il metabolismo in generale, svolge per digerire quella insalata e gli alimenti in essa contenuti che, indipendentemente dalle calorie presenti di per sè, ci fanno consumare di più mangiandola, rispetto a un altro pasto meno calorico ma anche meno "impegnativo" dal punto di vista, in ultima analisi, termodinamico)
-il potere di fornirci micro o macro nutrienti (fibre, vitamine, sali minerali, acidi grassi essenziali nei "grassi buoni")

I continui aggiornamenti in medicina su come "funziona" il corpo umano e quelli nell'ambito della nutrizione sul potere del cibo, ci permettono però di strapparci un sorriso, sapendo che in realtà, gli ALICAMENTI o ALIMENTI FUNZIONALI o NUTRACEUTICI, alimenti cioè in grado di fornire micronutrienti o molecole in grado di interagire, favorendolo, con il nostro stato id salute, esistono veramente e possono far parte della nostra alimentazione quotidiana. Senza pensare che la loro gestione sia impossibile o troppo difficile o che, per contro siamo destinati a non mangiare nulla perchè non si sa più cosa mangiare.
Alcuni esempi:

-i semi oleosi (zucca, lino, girasole, sesamo): ricchissimi di fitosteroli (reali micronutrienti in grado di abbassare il colesterolo dell'alimento che si accompagna con la loro assunzione), molte vitamine (del gruppo B , folati, vit E, etc),  minerali (zinco, magnesio, rame, calcio per esempio), e acidi grassi benefici per la salute (acidi grassi w 3 e w6)

-la frutta secca a guscio (noci, noccioline, mandorle) : incredibili fonti degli micronutrienti dei semi oleosi, con l'aggiunta anche di proteine nobili (vegetali), e di altre vitamine (es Vit D per le mandorle)

-i semi di papavero: ricchi di vitamine (E, calcio, fitosteroli e altre sostanze ad azione sedativa del sistema nervoso centrale)

-i frutti e le bacche e le verdure rosse/blu: ricchissime di polifenoli (sostanze importantissime nell'equilibrio anti ossidante dell'organismo) e antocianine (molecole in grado, tra le altre funzioni, di abbassare l'assorbimento del colesterolo derivante dagli alimenti che le accompagnano).

-le alghe marine (vedi anche altri post su questo blog): fucine incredibili di sali minerali e vitamine 
..e altri.


Il trucco sarà allora scegliere questi alimenti introducendoli quotidianamente, variandoli, nella nostra alimentazione, utilizzandoli nelle giuste combinazioni, in modo che un pasto possa diventare:

-fonte di energia giusta
-fonte di nutrienti giusto
-fonte di veri e propri aiuti per la nostra salute
-fonte di soddisfazione per il palato e per la sazietà

il prossimo post sarà dedicato alle" insalate funzionali" (vedi anche post: per le feste o i panini d'estate o le sere d'estate).





*si veda altri posto su questo blog sulle multiple funzioni svolte dal nostro intestino 

domenica 11 dicembre 2016

per chi studia


I prossimi eventi

corsi per Farmacisti:

19 marzo 2017  Genova:         

 Le patologie del tratto gastro-intestinale in chiave omeopatica e costituzionale

5 novembre 2017 Torino:

 Le patologie del tratto gastro-intestinale in chiave omeopatica e costituzionale

Corsi per Medici:


19 febbraio 2017        BOLOGNA   
  
  Lo squilibrio ormonale come effetto infiammatorio nello stress e nella sindrome metabolica

9 aprile  2017      ROMA                 

 Lo squilibrio ormonale come effetto infiammatorio nello stress e nella sindrome metabolica

7 maggio 2017            VENEZIA
          
  Lo squilibrio ormonale come effetto infiammatorio nello stress e nella sindrome metabolica

A breve verranno pubblicate anche sedi (tra Milano e Torino) e date per i seguenti corsi, aperti a medici, nutrizionisti, biologi, psicologi:

-nutrizione Biointegrata
-Medicina Antiaging e di prevenzione
-Psiconeuroenocrino immunologia dell'alimentazione

Conferenza aperta al pubblico:
13 gennaio 2017 c/o cooperativa Aurora, presso l'ex scuola elementare di Piazza Dante, CODROIPO (UDINE); inizio ore 20.30:

"come lo stress influenza la nostra salute"


Ringrazio tutti quelli che, come me, hanno sempre voglia di imparare


venerdì 9 dicembre 2016

oltre l'ostacolo, lanciare il cuore

Nell'equitazione, che più che uno sport forse è da considerarsi una "educazione alla vita", c'è un aspetto imprescindibile:  il rapporto che si instaura tra cavallo e cavaliere (o amazzone) di rispetto reciproco,  di "timoroso abbandono", di rilassata attenzione e di dolce comando.

E' un allenamento continuo, a non aver paura, ad affidarsi con  fiducia, in una conoscenza continua dell'altro, dei suoi bisogni, dei suoi difetti, e  delle sue debolezze, pur mantenendo il proprio carattere.

Non può essere insicura la mano che conduce un cieco, così come non può essere indecisa, nè aggressiva, la mano che guida il cavallo.

E nel momento in cui il cavaliere capisce il giusto mix tra determinazione e dolcezza, nel condurre quelle redini, e fiducia in chi ti sta portando, il risultato è un qualcosa che va al di là della semplice ragione; del semplice giusto o sbagliato. E' un emozione viscerale che più riporta all'istinto di libertà, di seguire ciò che veramente senti e provi, anche affidandoti, per un momento, a qualcuno, che ti saprà per questo ricompensare.

Nel salto a ostacoli, quando ti avvicini alla traiettoria del salto, devi concentrarti per prepararla bene, senza paura ma con la attenta rilassatezza, arrivando in direzione dello stesso già pronta, per "lanciare il cuore oltre l'ostacolo'" e superarlo. Quando hai l'ostacolo davanti cioè, devi guardare oltre, affrontandolo così senza paura, ma con la consapevolezza di esserci arrivata preparata, e pronta per quello dopo.
Una volta saltato, non puoi soffermarti a pensare se ciò che hai appena fatto è andato bene o se e cosa hai sbagliato: perchè hai un altro salto subito dopo da fare, e per il quale ti devi preparare, solo a mente lucida, e con tranquillità.
Nè tantomeno all'inizio del percorso, puoi permetterti di angosciarti  o andare in ansia pensando a tutto quello che ti aspetta, ma solo impegnarti al massimo per fare bene e tranquillamente, un ostacolo alla volta.

Questi sopra sono tre insegnamenti alla vita che possono esserci utili nella nostra quotidianità:

- quando ci prepariamo a un esame, a una presentazione di lavoro importante, o a una sfida nella vita, l'impegno che dovremo mettere è nel preparare quel momento, con dedizione,  correttezza e rispetto e fiducia nel lavoro fatto, in modo da arrivare al momento rilassatati, trovando inevitabilmente tutta l'energia e la lucidità mentale che ci permetterà di fare al meglio, quella sfida, godendo del momento ( e senza l'ansia e l'insicurezza che ci porterebbe solo al rischio di sbagliare o di rendere poco rispetto alla nostra preparazione)

- nei fatti di lavoro, sicuramente guardare a mente fredda (una volta "finito il percorso") a quanto appena svolto, ci permetterà di accumulare esperienza e imparare dai possibili errori. Ma sia in questo campo che, sicuramente nell'ambito affettivo, una volta passato un evento deludente o rattristante o comunque fonte di sofferenza, sarebbe bello guardare a ciò che deve ancora arrivare, preparandosi a questo (in tal caso con il cuore aperto e non condizionato), senza rimanere zavorrati al passato. Che può rappresentare una sorta di "freno a mano tirato" per il nostro atteggiamento ad accogliere tutto quello che la vita ha ancora da darci, sottraendoci così anche la energia disponibile (magari poca) per affrontarlo.

- all'inizio di una giornata pazzesca di lavoro, o di una settimana allucinante, o di un mese che sembra che il mondo si sia accanito su di noi dimenticandosi che abbiamo anche il diritto di respirare ogni tanto, l'importante è organizzarsi. La necessità è quella di ottimizzare le energie, in modo da arrivare, e al meglio, alla fine della giornata, della settimana o del mese. Avendo svolto tutti i compiti (gli ostacoli del percorso ) uno alla volta, e solo dopo aver pianificato e memorizzato tutto il percorso, permettendoci così di concentrarci su ciò che stiamo facendo, dando una scaletta di priorità, e non pensando a quello che dobbiamo ancora fare (che ci toglierebbe solo concentrazione, capacità di svolgere al meglio il compito, creandoci ansia e insicurezza). In questo modo, la possibilità di riuscire a tenere duro, ma con la giusta concentrazione ( e quindi massima resa), vedendo anche la prospettiva della...fine dei lavori, ci permetterà di arrivare a fine giornata settimana o mese, stanchi ma soddisfatti, pronti ad accogliere il meritato riposo. Per poi ripartire. Quante volte invece di fronte a tante cose da fare, reali, o frutto della nostra già presente ansia, perchè non necessarie o prioritarie (nell'organizzazione famigliare o sul lavoro), andiamo letteralmente nel pallone pensando di dover o voler farle tutte insieme (per una sorta di effetto illusorio di buona coscienza). Conseguendo il risultato che a fine giornata non abbiamo concluso nulla e siamo privi di energia, demoralizzati o innervositi perchè non soddisfatti, o già in un meccanismo di ansia attivato per cui sarà ancora più difficile essere lucidi il giorno dopo (continuando così questo meccanismo vizioso deleterio e dispersivo di energia, soddisfazione e autostima, perchè incapaci, nel momento giusto, di rispettare veramente le priorità e perseguirle, una alla volta).


nel prossimo post :le piante adattogene, capaci di sostenerci nell'impegno della giornata o del mese, e i fitoterapici efficaci nelle espressioni sintomatologiche di ansia o depressione